Sant’Abbondio, la “Famiglia Comasca” chiede più attenzione
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Sant’Abbondio, la “Famiglia Comasca” chiede più attenzione

L’acqua e la pietra sono state protagoniste della serata prenatalizia della Famiglia Comasca, l’appuntamento annuale più importante dell’associazione che valorizza i valori e le tradizioni locali. L’evento è stato però anche occasione per parlare dell’imminente 50° del sodalizio presieduto da Adriano Giudici.

Acqua e pietra sono infatti gli elementi costitutivi delle due strenne 2018, che si affiancano al “Tacuin di cumasch”, questa volta dedicato a undici paesi che si affacciano sul lago, più Brunate che lo guarda dall’alto, come ha spiegato lo stesso Giudici.

Nell’auditorium del Collegio Gallio, dove era presente oltre un centinaio di soci, Lorenzo Marazzi, studioso di storia e di storie lariane – come ha ricordato Rosaria Marchesi – ha presentato il suo libro “Le acque di Como”: sessanta pagine tutte dedicate a ruscelli, torrenti, fontanili. Marazzi ha dato qualche anticipazione. Una sul Breggia, che in soli dodici chilometri va e viene tra Svizzera e Italia; l’altra sull’Acquanera, «che nasce dalla torbiera di Albate, volta le spalle a Como e si getta nel Seveso diventano milanese». Nel libro, ha detto ancora l’autore, c’è anche la storia del porto di Como, dal 1300 ai giorni nostri.

L’altra strenna, tutta improntata alla pietra, è “La basilica di Sant’Abbondio”, opera fotografica di Enzo Pifferi, che risale a una quindicina di anni fa, con una parte descrittiva del docente Alberto Rovi, ora riproposta con una scheda di aggiornamento. Ne ha parlato il presidente emerito della Famiglia Comasca, Alberto Longatti: «Sant’Abbondio è la seconda chiesa di Como e, per certi versi, è perfino più importante del Duomo perché si trova sulla via francigena percorsa dai pellegrini diretti a Roma. Dev’essere recuperata interamente per la sua storia nascosta: sotto Sant’Abbondio ci sono alcune antiche basiliche di Como, un complesso chiesastico che, da solo, vale tutta la storia della città».

Nel corso della serata sono state poi annunciate le iniziative per il 50° della Famiglia Comasca. Le nozze d’oro con la città si celebreranno il 29 marzo 2019 con una cena di gala. Giudici ha anticipato che il 17 luglio ci sarà una festa offerta ai comaschi, a Villa Olmo, con ospiti importanti. Non mancheranno una mostra e un libro dedicato al mezzo secolo di vita. L’associazione curerà anche il restauro del mitico “Drago Verde”, la fontanella di piazza Cavour, simbolo di comensità minore, «offrendo da bere ai comaschi, con acqua del sindaco, in aprile-maggio», ha detto scherzosamente il presidente.

L’incontro dell’altra sera ha permesso anche di consegnare una borsa di studio a una 17enne allieva di terza liceo linguistico del Collegio Gallio attiva come animatrice all’oratorio di Sagnino. La consegna è stata fatta da parte della nipote e della bisnipote di Piero Collina, fondatore e primo presidente della Famiglia Comasca.

Marco Guggiari

7 Dicembre 2018

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