Cultura e spettacoli

Sant’Abbondio merita di più

Tesori lariani – Sabato pomeriggio convegno della Fondazione “Nicolò Rusca” sull’antica basilica di via Regina a Como
La basilica romanica di Sant’Abbondio è uno dei simboli di Como. Ma non abbastanza nel cuore dei comaschi. Ne è convinta la professoressa Carla Travi, che cura La regalità di Cristo. Pitture murali in Sant’Abbondio a Como, sontuoso volume edito da Skira per il Credito Valtellinese, nel millenario di fondazione della chiesa di via Regina. Il volume è la base solidissima che farà testo per ogni futura indagine critica. In 320 pagine – costa 70 euro – presenta una campagna fotografica puntualissima sul patrimonio di affreschi, compresi alcuni aspetti inediti, e non manca di segnalare ai comaschi la delicatezza di certi dipinti che nell’edificio sacro più patiscono il degrado.

Di Sant’Abbondio si parlerà sabato alle 15 in un convegno aperto a tutta la cittadinanza a cura della Fondazione Centro Studi “Rusca” di Como, dal titolo Sant’Abbondio: la memoria recuperata, nella chiesa dei santi Cosma e Damiano in via Regina 27 e a seguire nell’aula magna dell’Università dell’Insubria in via Sant’Abbondio 12, dalle 16.15. Alberto Rovi parlerà di Cosma e Damiano, attigua a Sant’Abbondio, e di «quindici secoli di stratificazioni» che hanno portato dall’oblio alla scoperta. Elisabetta Canobbio dell’Archivio Storico della Diocesi parlerà dell’antico archivio del monastero di Sant’Abbondio attraverso alcune recenti pubblicazioni. Marco Leoni del Politecnico di Milano parlerà della presenza di Sant’Abbondio nei taccuini dell’architetto francese Fernand de Dartein, autore nel 1865 del volume Étude sur l’architecture lombarde et sur les origines de l’architecture romano-byzantine. Mentre don Andrea Straffi, curatore dei beni culturali della Diocesi, parlerà della basilica nell’ambito dell’inventario dei beni della chiesa lariana. Ma al di là dello sforzo degli studiosi, come detto, il monumento merita di più, secondo Carla Travi. «La città di Como mi pare abbia un po’ smarrito l’interesse per le radici e dimentica di valorizzare a dovere un capolavoro come questo – dice Carla Travi – Anche se va detto che il volume sui dipinti di Sant’Abbondio è un buon esempio di collaborazione tra la Diocesi e un istituto di credito. Il nostro lavoro ha permesso di dar voce ad aspetti inediti di Sant’Abbondio, attraverso una campagna fotografica globale con tecniche e ottiche aggiornatissime, che ha riguardato tutta l’iconografia della chiesa. Ma manca, ad esempio, uno studio altrettanto accurato sull’architettura e sulla scultura di Sant’Abbondio. Quest’ultima peraltro non è mai stata riprodotta fotograficamente in modo integrale come abbiamo fatto per i dipinti. E lo stesso atteggiamento analitico meriterebbe, a mio giudizio, il palazzo del Broletto in piazza Duomo. Un peccato: è visto e vissuto come una scatola, un contenitore di eventi e mostre, ma quasi mai per i tesori che contiene. E la bibliografia è peraltro piuttosto scarna. Tornando a Sant’Abbondio, ad esempio, non si dà il dovuto rilievo al fatto che siamo in presenza di alcuni affreschi del tredicesimo secolo che nel ciclo sono rimasti praticamente intatti. È il ciclo più conservato in Lombardia, mentre quelli pittorici più celebri dell’epoca in Italia sono stati ritoccati. Bene il convegno di sabato, ma Sant’Abbondio merita per la sua qualità e per l’interesse che suscita presso gli appassionati in tutta Europa come minimo un convegno internazionale. È un bene meraviglioso. E più lo si conosce e più lo si tutela».
Ad esempio, con pubblicazioni ad uso dei turisti: «In chiesa non c’è un custode fisso, per cui non è attivo un bookshop. Ma in Duomo sì, e lì mi auguro che sia reperibile il volume sui dipinti e anche una serie di guide più agili che invitino ad approfondire Sant’Abbondio. È attraente, colorato, affascinante. Cosa volete di più? Ma a volte è come se non lo vedeste nemmeno», conclude Carla Travi.

Lorenzo Morandotti

Nella foto:
Alcuni affreschi del ciclo di Sant’Abbondio riprodotti nel volume edito da Skira
3 maggio 2012

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Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


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