Sant’Anna, al Pronto soccorso in media 180 pazienti al giorno. E gli accessi sono in aumento

San Fermo della Battaglia – Numeri in crescita rispetto alla vecchia sede
Il record il 12 febbraio, con 214 richieste di assistenza
Nel giorno più difficile dall’inizio dell’anno, il 12 febbraio scorso, in ventiquattr’ore il personale del pronto soccorso dell’ospedale Sant’Anna ha visitato 214 pazienti, numero sceso a 199 la domenica successiva. Complessivamente, dal 1° gennaio a oggi, la media è stata di 180 accessi quotidiani, numeri ben superiori a quelli del vecchio reparto di emergenza di via Napoleona, dove approdavano circa 140 malati al giorno.
«Questo è abitualmente il periodo dell’anno più difficile, almeno
per quanto riguarda il numero di accessi – sottolinea il primario del pronto soccorso del presidio di San Fermo, Andrea Bellone – Il picco riguarda soprattutto gli anziani con pluripatologie e malattie dell’apparato respiratorio. Quando i numeri sono così alti, inevitabilmente è più facile commettere errori e per questo lo sforzo è massimo».
Nonostante i numeri da record, la situazione del reparto di emergenza più importante della provincia di Como – quattro sale per l’emergenza e 24 letti di osservazione breve sempre attivi, una radiologia dedicata, attrezzata con apparecchiature di massima avanguardia, oltre a settori dedicati con accesso diretto per i casi urgenti pediatrici e ginecologici – appare decisamente sotto controllo.
Eccezion fatta per le inevitabili, isolate lamentele di pazienti che denunciano attese infinite e odissee interminabili – ieri, ad esempio, una badante che la scorsa settimana aveva accompagnato l’anziano assistito ha detto di essere rimasta 6 ore in attesa di alcuni esami, precisando comunque che l’accettazione era stata fatta nel giro di pochi minuti – nel complesso la gestione appare efficiente. Effetto forse anche della svolta tecnologica attuata con il passaggio nel nuovo presidio di San Fermo della Battaglia.
Il cambiamento appare evidente già al primo impatto. La sala d’attesa è ampia e ben tenuta. Ma, soprattutto, permette al paziente di avere un quadro dettagliato della situazione. Un pannello digitale, infatti, indica in tempo reale il numero di malati in attesa, ciascuno identificato da un numero (per tutelare la privacy) e dall’indicazione della gravità del quadro clinico, contraddistinta da un colore (bianco, verde, giallo e rosso, dal livello di urgenza nullo fino alle condizioni critiche).
Il codice di gravità determina l’ordine di presa in carico del paziente. «Nei momenti più tranquilli l’attesa è breve anche per i codici verdi – sottolineano gli infermieri addetti al triage, che hanno il compito di “filtrare” le richieste e identificare immediatamente la gravità del quadro clinico – Come indicato chiaramente anche nei pannelli informativi, invece, quando c’è un maggiore afflusso, un codice bianco aspetta in media 120-180 minuti e uno verde 60-90. È inevitabile, le urgenze hanno priorità assoluta».
Nel reparto di emergenza del nuovo Sant’Anna, arrivano in media due pazienti con politraumi gravi ogni settimana. Inoltre, rispetto al vecchio Sant’Anna è cresciuto il numero complessivo dei pazienti in codice rosso, ovvero in condizioni critiche. «I codici verdi o addirittura bianchi restano però predominanti», ricordano i responsabili di via Ravona. Un chiaro riferimento al problema degli accessi impropri al pronto soccorso, questione spesso ribadita anche dai vertici della sanità comasca.
La normativa prevede per i pazienti ai quali viene attribuito un codice bianco, sia al momento del triage sia quando viene dimesso, il pagamento del ticket. Fanno eccezione bambini e anziani.
«Il bollino verde su un’impegnativa per una visita o un esame che il medico di medicina generale richiede con urgenza – ricordano gli operatori del reparto di emergenza – non è un invito a recarsi al pronto soccorso. Con la ricetta con il bollino verde è necessario rivolgersi comunque al centro unico di prenotazione. Saranno poi gli operatori a fissare l’appuntamento entro 76 ore, come previsto dalla normativa. Rispettare queste regole aiuta a garantire un migliore funzionamento delle strutture d’emergenza».

Anna Campaniello

Nella foto:
Durante l’inverno si registra un picco negli accessi al pronto soccorso, soprattutto per gli anziani con pluripatologie e per le malattie dell’apparato respiratorio

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