Sant’Anna, anche la Provincia adesso chiede di rivedere l’accordo di programma

autosilo ospedale S.Anna. Auto parcheggiata e allagamento

Dopo il Comune di Como, anche la Provincia sembra sempre più intenzionata a chiedere la revisione dell’accordo di programma per la costruzione e la gestione del nuovo Sant’Anna, un accordo siglato ormai oltre 16 anni fa (il 13 dicembre 2003) e incapace di reggere l’urto del tempo.
L’intesa è finita sotto accusa. Dopo mesi di martellante campagna condotta dal Partito Democratico di Como, che ne chiede la riscrittura e per questo ha anche raccolto migliaia di firme tra i cittadini. In particolare, il Pd contesta i costi che gli utenti devono sopportare per accedere all’autosilo e il fatto che gli ingentissimi incassi dello stesso autosilo (circa un milione l’anno) siano destinati unicamente al Comune di San Fermo.
Lo scorso mese di novembre, il presidente di Villa Saporiti, Fiorenzo Bongiasca, decise di istituire una commissione tecnico-politica per verificare la necessità o meno di rivedere l’accordo di programma, nonché le potenziali ripercussioni dal punto di vista giuridico-amministrativo.
Intervistato ieri pomeriggio dalla redazione di Etv, Bongiasca ha confermato che la commissione ha svolto quasi per intero il suo compito e che terminerà i lavori a breve.
«Una volta prodotta la documentazione necessaria chiederemo un incontro in Regione Lombardia per discutere dell’accordo con tutti gli attori che lo hanno sottoscritto – ha detto il presidente della Provincia ai microfoni del tg di Espansione Tv – Non esiste un contratto senza scadenza, ed è passato molto tempo dalla sottoscrizione dell’accordo: dobbiamo tener conto che le esigenze sono cambiate»
Bongiasca mette quindi in rilievo quanto ormai sostenuto da più parti. A cominciare dall’anomalia di un’intesa senza data ultima. L’accordo di programma del nuovo Sant’Anna è infatti sine die, cosa che – a detta di molti amministrativisti – non può essere giustificata. Non è un caso che da più parti si invoca la strada giudiziale: per trovare una soluzione, sostengono molti, basterebbe andare davanti al Tar e denunciare l’anomalia del contratto.
Un invito al dialogo tra le parti è giunto poi ieri nuovamente dal presidente del consiglio regionale lombardo, Alessandro Fermi, il quale è intervenuto in particolare per chiedere che si raggiunta «l’obiettivo principale, ovvero agevolare i cittadini e far pagare loro meno per la prima ora di parcheggio. È del tutto ovvio che la responsabilità di quanto accaduto non possa ricadere sul sindaco di San Fermo, Pierluigi Mascetti, il quale difende giustamente gli interessi della sua comunità. E tuttavia – dice Fermi – una soluzione va trovata e sono certo che lo stesso Mascetti sarà disponibile al confronto e dimostrerà doti di buon senso». Sull’intera questione incombe sempre la risposta dell’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, a un’interpellanza del consigliere comasco Pd Angelo Orsenigo.
«Attendo con ansia di leggere le considerazioni dell’assessore – dice Orsenigo – e saluto positivamente il fatto che tutti si dicano d’accordo sulla necessità di trovare una soluzione. Miracolosamente hanno cambiato idea pure in Comune a Como. Tuttavia, resto convinto che la correttezza della convenzione vada accertata. Non ci basta un contentino, la revisione del testo dovrà essere vera, non finta».

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