Cronaca

Sant’Anna, appello del direttore amministrativo: «Salviamo il progetto di via Napoleona» Quarta perizia in 10 anni per valutare l’area

altSanità e territorio
Difficile soprattutto trovare in questo momento un investitore privato
«La riqualificazione di via Napoleona avrà uno sviluppo lungo. È un progetto che non sarà completato prima di 5 anni. La speranza è trovare un operatore che creda in Como e che decida di investire in questo intervento. Il vero protagonista è la città. Soltanto se il capoluogo riuscirà a essere credibile e attrattivo, avremo una risposta positiva dal mercato. Diversamente, non ci sarà mai un nuovo quartiere Sant’Anna».

Ai vertici dell’azienda ospedaliera Sant’Anna da quasi 8 anni , il direttore amministrativo Salvatore Gioia lancia per la prima volta un esplicito appello alla città e ai comaschi sul futuro dell’area di via Napoleona, sede ormai storica dell’ospedale di Como.
Il progetto di riqualificazione – che prevede la cittadella sanitaria nella zona del monoblocco e degli edifici a ridosso della Napoleona, oltre a un nuovo quartiere residenziale e commerciale nelle rimanenti aree – è completamente paralizzato da tempo nonostante, almeno formalmente, ci sia l’accordo di tutti i soggetti coinvolti. E la bufera giudiziaria che ha travolto Infrastrutture Lombarde, la spa della Regione incaricata della vendita delle aree, potrebbe ulteriormente rallentare l’iter del progetto. Almeno su quest’ultimo allarme, però, il direttore amministrativo getta acqua sul fuoco.
«Infrastrutture Lombarde è stata incaricata di gestire l’iter per l’alienazione del patrimonio immobiliare dell’azienda ospedaliera e al momento nulla è cambiato – dice Gioia – Bisogna sempre distinguere le aziende e gli enti dalle persone che li rappresentano. Nel rapporto tra Infrastrutture Lombarde e azienda ospedaliera non abbiamo alcuna notizia che ci possa far pensare a possibili cambiamenti».
Tornando al bando per la vendita e riqualificazione di via Napoleona, però, il direttore amministrativo non nasconde i tempi lunghi e la preoccupazione legata alla difficoltà di trovare un operatore disposto a investire decine di milioni di euro. «Il bando per la cessione e il rilancio di via Napoleona avrà uno sviluppo lungo – dice Gioia – Attualmente, è in fase di completamento la perizia dell’Agenzia del Territorio per definire il valore di mercato dell’area. A quel punto occorreranno dai 3 ai 6 mesi per valutare le ipotesi di percorso migliori. Se, com’è lecito attendersi, fosse confermata la decisione di affidarsi a un unico operatore per la riqualificazione dell’intero comparto, ci vorrà comunque circa un anno per completare il bando».
Il progetto, quindi, «avrà davanti almeno 5 anni per essere completato – continua Gioia – Si tratta di nuove realizzazioni per migliaia di metri cubi. La speranza di tutti è di trovare un operatore che investa e creda in Como. La partita vede indubbiamente l’azienda ospedaliera in un ruolo importante, ma il vero protagonista è Como. Soltanto se la città risulterà credibile e attrattiva avremo una risposta positiva del mercato. È necessario spendere al meglio le potenzialità disponibili e andare avanti insieme. Diversamente, non si va da nessuna parte». Oltre un anno fa, nel mese di marzo del 2013, l’azienda ospedaliera ha chiesto all’Agenzia del Territorio una nuova perizia – la quarta in 10 anni – per conoscere il valore reale dell’area che dovrà essere venduta.
«Non abbiamo ancora parlato di cifre, ma il lavoro è in dirittura d’arrivo e sarà pronto entro fine mese – assicura il direttore amministrativo – Le condizioni del mercato immobiliare negli ultimi anni sono notevolmente cambiate e occorre tenere conto di molteplici parametri per fissare il valore che sarà poi la base d’asta al momento della vendita. Recentemente abbiamo avuto alcuni incontri con l’Agenzia del Territorio per fornire alcune informazioni e chiarimenti aggiuntivi necessari per completare il lavoro».
La vera scommessa però, a detta del direttore amministrativo di San Fermo, è un’altra.
«Non sono ancora in grado di parlare di cifre ma parliamo senza dubbio di un progetto da decine di milioni di euro – conclude Salvatore Gioia – È chiaro che occorre essere credibili per poter convincere un operatore privato ad investire a Como, in via Napoleona. Se falliremo e non si realizzerà nulla, il problema non sarà dell’azienda ospedaliera e del sistema sanitario regionale ma sarà della città, che non credo possa permettersi di avere altre aree strategiche non valorizzate per come merita Como stessa. Mi aspetto da tutti i soggetti coinvolti il massimo impegno possibile».

Anna Campaniello

Nella foto:
Il vecchio monoblocco di via Napoleona è in attesa di diventare la cittadella sanitaria del Lario. Attorno al monoblocco dovrebbe sorgere un quartiere grazie agli investimenti soprattutto dei privati, ma tutto al momento appare fermo (foto Mv)
13 maggio 2014

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