Sant’Anna, arrivano 48 nuovi infermieri. Pronto soccorso riorganizzato a marzo

Pronto soccorso Ospedale Sant'Anna

Quarantotto nuovi infermieri al Sant’Anna. E una riorganizzazione del Pronto soccorso da ipotizzare e costruire entro la fine del prossimo mese di marzo.
Sono queste le due novità più interessanti emerse ieri dal confronto tra la direzione dell’Asst Lariana e le organizzazioni sindacali del comparto salute.
«L’aumento della dotazione organica è sicuramente una buona notizia – dice Massimo Coppia, responsabile Sanità della Uil del Lario – Ci è stata confermata la decisione di assumere in tutto 48 nuovi infermieri che saranno dislocati al Pronto soccorso e anche in altri reparti, soprattutto quelli in cui il turnover è stato maggiore negli ultimi anni. La situazione del personale medico, invece, è più complicata. È necessario attendere in particolare l’esito dei concorsi in atto».
L’incontro di ieri è servito per fare il punto sul momento difficile di tutta la sanità ospedaliera. Non è soltanto Como a dover affrontare problemi legati alla carenza di personale specializzato in corsia. «In realtà – dice ancora Coppia – per quello che riguarda il Pronto soccorso abbiamo discusso pure di logistica. Dobbiamo capire nelle prossime settimane se gli spazi attuali siano sufficienti e adeguati. Ci vedremo ancora a un tavolo tecnico nel quale si parlerà pure di Cantù. Noi siamo fiduciosi, credo che l’azienda possa trovare soluzioni concrete ai problemi esistenti. E le nuove massicce assunzioni vanno certamente in questa direzione».
All’incontro di ieri non erano presenti i camici bianchi che saranno convocati probabilmente nei prossimi giorni. Gianvincenzo Melfa, responsabile sul Lario del coordinamento dei medici ospedalieri (Cimo), ricorda come la «carenza di specialisti, che coinvolge tutte le unità operative, riguarda tutto il Paese ed è figlia di errori di programmazione. Adesso ogni Regione tenta di tamponare come può, ma non è semplice. Il Sant’Anna soffre così come ogni altro ospedale pubblico, con la direzione faremo presto una ricognizione generale ben sapendo che un problema di sistema non si risolve dall’oggi al domani».
Il «nostro mestiere – dice ancora Melfa – è fatto essenzialmente di risorse umane. Se i concorsi vanno deserti per mancanza di medici specialisti ogni riorganizzazione, anche la migliore possibile, è destinata a rimanere soltanto sulla carta».

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