Sant’Anna, concorsi e autocontrollo

opinioni e commenti di dario campione

di Dario Campione

Dice il presidente dell’Accademia della Crusca, Claudio Marazzini, che «l’autocontrollo critico, nella scrittura, è uno strumento fondamentale di riflessione». Perché «la lingua è anche una dolce abitudine, un modo di affidarsi alle certezze acquisite».

Mi sono tornate in mente queste parole di Marazzini, che ho trovato in un libro-intervista di recente pubblicazione, dopo aver letto il comunicato stampa inviato ieri dall’Asst Lariana in risposta a un articolo uscito su questo giornale e relativo ai problemi di personale del pronto soccorso del Sant’Anna. La collega Anna Campaniello, con misurata compostezza e senza alcun livore scandalistico, ha raccontato un fatto. Sgradevole, increscioso, preoccupante. Ma pur sempre un fatto: l’assenza di concorrenti alla prova orale del concorso per medici specialisti di urgenza ed emergenza bandito dall’azienda di via Ravona.

«La carenza di personale – scrive – è da tempo una criticità per l’ospedale Sant’Anna di San Fermo della Battaglia e, in generale, per i presìdi dell’azienda socio sanitaria Lariana. Il reparto di emergenza è uno dei settori nei quali i disagi sono maggiori». È davvero difficile leggere in queste parole un attacco all’ospedale e a chi lo dirige. Eppure, nel comunicato di replica, un po’ retorico se mi è permesso dire, la risposta è piccata: «I concorsi per l’area emergenza-urgenza, oggi, vanno deserti in tutta Italia; il male è comune, purtroppo, e non può essere additato come un problema legato solo all’Asst Lariana. La carenza di personale è una criticità per tutti i presidi ospedalieri».

Al di là del fatto che “mal comune, mezzo gaudio” non può essere mai una tesi convincente, tanto meno in ambito sanitario, l’articolo del Corriere di Como dava conto di quanto accaduto. Senza esprimere giudizi. Né additare chicchessia. La sottolineatura dell’ufficio stampa sulla Asst Lariana «azienda dove lavorano molti qualificati professionisti, che ogni giorno si occupano della salute dei comaschi, assicurando elevati standard qualitativi» – affermazione che mi sento di condividere a pieno – suona come una excusatio non petita. Nessuno di noi ha mai messo in dubbio le capacità e le professionalità del Sant’Anna.

Torno allora a Marazzini, il quale spiega che «non basta elaborare un catechismo di regole astratte per governare la lingua». La regola astratta della difesa a tutti i costi non basta a coprire un problema. Che rimane.

E non è superato da parole sulle quali sarebbe stato necessario riflettere un po’ di più.

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