Sant’Anna, due anni di attesa per un’operazione: l’odissea di un paziente comasco di 74 anni
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Sant’Anna, due anni di attesa per un’operazione: l’odissea di un paziente comasco di 74 anni

In lista d’attesa per un intervento urologico al Sant’Anna da oltre 22 mesi e senza ancora una data, non certa ma quantomeno indicativa, per l’operazione. Accade a un 74enne comasco, che nel tempo ha contattato a ripetizione il presidio di San Fermo della Battaglia e ha segnalato il suo caso anche al Tribunale per i diritti del malato, senza riuscire però a sbloccare la situazione.
Un documento rilasciato dall’ospedale Sant’Anna, unità operativa di urologia, in data 10 marzo 2015 attesta la «conferma prenotazione» dell’operazione. L’intervento, mininvasivo, è indicato con codice “D”, ovvero priorità minima e quindi – è scritto ancora nero su bianco – entro 365 giorni.
«L’attesa prospettata era lunga, ma ho accettato il termine di un anno, visto che non si tratta di una procedura salvavita, anche se importante per la qualità della vita e per eliminare un problema che comporta disagi significativi», ricorda il 74enne comasco.
Passato un anno da quel 10 marzo 2015 però, al paziente non è arrivata alcuna chiamata. E si sono rivelate inutili per avere una risposta certa tutte le richieste di chiarimenti e informazioni inviate al presidio di San Fermo della Battaglia, al reparto, alla direzione sanitaria e all’ufficio relazioni con il pubblico.
«Periodicamente mi sono interessato, anche per programmare i miei impegni – dice il comasco – Mi è stato giustamente risposto che la priorità spettava agli interventi più gravi e mi hanno ripetuto più volte che, appena possibile, in qualche mese, si sarebbe trovata la soluzione».
Ad oggi, con l’avvicinarsi del “traguardo” dei due anni di attesa, il 74enne comasco ancora non sa quanto potrà essere operato. «È possibile che per me e per altri in attesa di un intervento analogo non si sia trovata mezza giornata tra un grave intervento e l’altro? – si chiede ora il paziente – Non sarebbe più corretto informare i malati di questa tempistica assurda in modo da dare l’eventuale possibilità di rivolgersi altrove?».
«Ci rendiamo conto del disagio e ci scusiamo – rispondono dall’Asst Lariana – Dobbiamo dare la priorità alle patologie oncologiche e a tutti gli interventi tempo-dipendenti. Nell’ultimo periodo sono triplicati ad esempio i casi di malati con calcoli da trattare subito e ne risentono le attese per gli interventi non urgenti».

26 Gennaio 2017

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