Sant’Anna, parto senza dolore soltanto in “orario d’ufficio”

Nei weekend impossibile effettuare l’iniezione epidurale
Parto indolore sì, ma soltanto dal lunedì al sabato, dalle 8 alle 20.
A due anni dall’entrata dell’analgesia nella sala parto del Sant’Anna, alle future mamme che chiedono di poter effettuare l’iniezione epidurale durante il travaglio, il servizio è garantito esclusivamente in alcune fasce orarie. «Lavoriamo per assicurare l’intervento 24 ore su 24», ripetono da via Ravona. Di routine ormai da tempo in molti ospedali nei quali è attivo il reparto di ostetricia, la partoanalgesia al Sant’Anna è stata introdotta nell’ottobre 2009, un anno prima del trasloco nel presidio di San Fermo della Battaglia. Fin dall’inizio però, problemi organizzativi e di personale hanno fatto sì che il servizio fosse garantito soltanto di giorno, all’incirca dalle 8 alle 20.
I problemi non sono mai stati risolti e la situazione è rimasta invariata nel tempo, nonostante il passaggio nella nuova struttura.
Ancora oggi, dunque, le future mamme che vorrebbero partorire con il supporto dell’analgesia, al Sant’Anna possono farlo soltanto se il bebè decide di venire al mondo dal lunedì al venerdì in orari, per così dire, d’ufficio.
«La nostra partoanalgesia rientra nel progetto più ampio della terapia del dolore – fanno sapere sempre da via Ravona – Il servizio è decollato grazie alla volontà, all’impegno e alla professionalità di un gruppo di una decina di anestesisti che hanno lavorato per strutturarsi in modo da riuscire ad offrire questa possibilità alle donne che lo desiderano».
Nel 2010, il 10% delle 1.800 donne che hanno dato alla luce un figlio al Sant’Anna ha scelto di farlo avvalendosi dell’analgesia.
«L’anestesia epidurale è un atto medico che come tale comporta rischi anche seri – spiegano ancora dall’ospedale di via Ravona – È una procedura che deve essere eseguita in base a precisi criteri e non può essere improvvisata. Le donne in gravidanza che richiedono l’analgesia devono quindi effettuare ben prima del parto una visita specifica e seguire un percorso di preparazione strutturato e personalizzato».
Al di là degli orari “ufficiali” del servizio, gli operatori del Sant’Anna assicurano comunque la massima elasticità.
«È evidente che non si può parlare di orari rigidi e invariabili in una situazione come quella del parto – sottolineano ancora dall’ospedale di via Ravona – Questo significa che, per le pazienti seguite stabilmente al Sant’Anna durante la gravidanza, è prevista una certa flessibilità. Per fare un esempio, una volta avviata l’analgesia, il servizio non viene certo interrotto nel caso il travaglio si prolunghi oltre le ore 20».
«In caso di urgenze o di necessità particolari, ad esempio per un travaglio difficile o con complicanze – proseguono dall’ospedale – il medico anestesista viene chiamato in qualsiasi momento, indipendentemente dall’orario e dal giorno».
Da qualche settimana, gli specialisti dell’azienda ospedaliera Sant’Anna, coordinati da Mario Landriscina e Dario Colombo, stanno lavorando alla definizione di un ampliamento del servizio.
«L’organizzazione è particolarmente complessa – confermano ancora da via Ravona – ma stiamo lavorando per arrivare a garantire l’analgesia del parto 24 ore su 24 tutti i giorni. Questo naturalmente sarebbe un ulteriore salto di qualità per la nostra Ostetricia». Al momento, non è prevista invece l’attivazione del servizio nel presidio canturino di Sant’Antonio Abate. «Nell’ospedale brianzolo si sta lavorando per il rilancio dell’ostetricia – concludono dall’azienda – In quest’ottica si inserisce ad esempio il nuovo ecografo fetale in 3D. Per ora, però, non è ancora possibile ipotizzare l’avvio della partoanalgesia. Questa sarà una valutazione successiva».

Anna Campaniello

Nella foto:
L’organizzazione sanitaria del Sant’Anna è tuttora alle prese con difficoltà e problemi legati agli organici (foto Mv)

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