Sant’Anna, reimpiantato il dito amputato per un infortunio su lavoro

«Ho sentito un crack, credevo di aver rotto il dito. Poi ho guardato a terra e mi sono reso conto che il dito si era proprio staccato». Era il 2 aprile scorso ed Elia Nappi, 53enne di Veniano, era scivolato dal camion sul quale stava lavorando. La fede nuziale, rimasta incastrata, gli aveva amputato il dito. A distanza di poco più di due mesi, l’uomo ha ancora il suo dito, integro e funzionante.

Il reimpianto, eseguito al Sant’Anna subito dopo l’incidente, è perfettamente riuscito. Non appena si è reso conto di quanto fosse accaduto, Nappi ha iniziato a gridare. La moglie, che lavorava con lui ed è subito accorsa ha avuto il sangue freddo di raccogliere il moncone del dito e sistemarlo in un sacchetto di ghiaccio, poi consegnato al personale del 118. Un paio d’ore dopo l’amputazione, il 53enne era già in una sala operatoria del Sant’Anna. «È stato fondamentale il lavoro d’équipe – spiega il direttore medico del Sant’Anna, Fabio Banfi – così come la capacità di coordinarsi dei vari settori, da quello dell’emergenza e urgenza al comparto di chirurgia plastica, che generalmente lavora con interventi programmati ma in questo caso, come in altri, ha gestito perfettamente l’emergenza».

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.