Sant’Anna e richieste di trasferimento del personale. La Cisl: «Situazione preoccupante»
Sanità, Territorio

Sant’Anna e richieste di trasferimento del personale. La Cisl: «Situazione preoccupante»

Le richieste di trasferimento del personale del Sant’Anna, in molti casi respinte dall’Asst Lariana per la difficoltà a sostituire il personale uscente preoccupa i rappresentanti sindacali. «Tante domande di mobilità potrebbero essere il sintomo di una situazione di disagio» dice il segretario regionale della Cisl Medici Lombardia, Danilo Mazzacane. «Trattenere il personale può contribuire a creare un clima poco sereno», sottolinea Giuseppe Callisto, della funzione pubblica Cgil di Como.
Il caso è scoppiato nei giorni scorsi. L’Asst Lariana, in poche settimane ha respinto ben tre domande di mobilità di altrettanti ginecologi. «Sarebbe molto difficile sostituirli e non potremmo garantire tutti i servizi offerti in caso di ulteriore riduzione del personale», hanno spiegato i vertici del Sant’Anna. Le richieste di trasferimento respinte si sono aggiunte a numerose altre simili riferite ad altre figure sanitarie di diversi settori.
«Siamo a conoscenza di una carenza di medici di alcune specialità, tra le quali i ginecologi – dice Mazzacane – La difficoltà a reperire queste figure professionali non riguarda solo l’Asst Lariana ma in generale quasi tutte le aziende».
«Credo però che si debba riflettere su un numero così elevato di richiesta di trasferimento nello stesso ospedale – aggiunge il sindacalista della Cisl – Credo che si dovrebbe verificare se non ci sia un’eventuale situazione di disagio. La carenza di personale riguarda tutte le aziende, ma se in un momento di disagio generale molti vorrebbero andare via probabilmente sperano o pensano di poter andare a stare meglio». «Come Cisl medici – conclude Mazzacane – siamo a disposizione dell’azienda per approfondire meglio cosa ci sia dietro le domande di trasferimento, per verificare un’eventuale insoddisfazione e collaborare per migliorare la serenità e la sicurezza degli operatori e dei pazienti».
Giuseppe Callisto, sindacalista della Cgil funzione pubblica, evidenzia i rischi legati alle ripetute bocciature delle domande di trasferimento. «L’azienda, in base a una normativa del 2014, ha parere vincolante sulle richieste di mobilità – sottolinea – Sappiamo che in questo momento è molto difficile garantire il turnover per la difficoltà a reperire determinate figure professionali. In questo contesto però, i continui pareri negativi alle domande di trasferimento non favoriscono un clima sereno. Stiamo ragionando su questo perché vogliamo evitare il rischio di una riduzione della produttività e in sostanza della qualità del servizio».
Anna Campaniello

26 settembre 2017

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