Sant’Antonio, alle radici di un’antica fiera brianzola

Tradizioni locali a Erba
L’appuntamento con la secolare Fiera di Sant’Antonio, a partire da oggi e fino al 22 gennaio, vedrà rinnovarsi a Erba una tradizione secolare, legata alle reliquie conservate e al quadro che rappresenta Sant’Antonio Abate. «La fiera – ricorda lo storico erbese Giorgio Mauri – si celebrava anticamente non sulla piazza della Chiesa di Santa Maria degli Angeli a Crevenna, su cui si affaccia anche la neoclassica Villa Amalia, ma nell’antico convento di Sant’Antonio Abate di Mevate. Con la soppressione settecentesca del monastero, le reliquie rimaste furono affidate al Convento di Santa Maria degli Angeli di Crevenna e con esse anche la festa emigrò sul piazzale antistante l’omonima chiesa, per questo spesso definita in modo improprio chiesa di Sant’Antonio».

La festa religiosa, popolata di ambulanti e giocolieri, segnava anche una delle varie tappe dell’anno agricolo: era ad esempio un appuntamento importante per il commercio dei semi pregiati di cipolla prodotti in Alta Brianza. A riprova dell’importanza non solo locale dell’evento, nell’Ottocento, con l’arrivo della ferrovia, in occasione dei tre giorni della festa si istituivano corse speciali di treni da Milano.
Oggi, accanto alla sagra ormai modernizzata e al luna park, sopravvivono le tracce delle antiche tradizioni nella venerazione delle reliquie e nella benedizione del pane e in quella degli animali, dei quali, secondo la tradizione, Sant’Antonio Abate era protettore (info: www.comune.erba.co.it).
Ma la Brianza del passato, con la proverbiale durezza del vivere quotidiano rischiarata da valori di convivenza e pratiche di solidarietà per i quali è difficile non avvertire una punta di nostalgia, è ricordata in questi giorni sempre a Crevenna di Erba con il suggestivo presepio visitabile fino al 22 gennaio alla Villa Comunale Ceriani Bressi, in via U. Foscolo 23.
L’allestimento “Il Presepe, la Festa, un Asilo”, che richiama visitatori ben oltre il territorio erbese ed ha attirato l’attenzione dei media televisivi, ha al centro una grande corte brianzola, ricostruita magistralmente in mille particolari ed animata da piccoli congegni meccanici.
Nella stalla di una delle cascine nasce Gesù, mentre intorno si aggirano, insieme agli animali allevati, tipici personaggi quali il contadino, l’arrotino, il calzolaio, le indaffarate donne di casa, l’oste con gli avventori sotto il pergolato, i bambini in gioco.
Intorno alla corte si svolge l’operosa vita quotidiana dei brianzoli di un tempo: piccole figure si danno da fare intorno ai “cavallee”, che sostenevano i bachi da seta allevati in casa, o trasportano gerli pieni di bozzoli.
Seguono le filande, i filatoi, le tessiture con macchinari in movimento ricostruiti in miniatura con precisione stupefacente, come nel caso del filatoio ligneo a due piani realizzato su modello degli esemplari conservati ad Abbadia Lariana e a Garlate, o dei primi telai meccanici, che funzionano emettendo il loro caratteristico ticchettìo. Il presepio di Crevenna si fa documento storico vivente anche per quanto riguarda i mulini d’acqua e i complessi ingranaggi lignei di macine, segherie, frantoi, magli, riprodotti in azione con ammirevole fedeltà.
L’incantevole e magica rappresentazione della Natività è curata anche quest’anno dal gruppo di volontari “Amici del Presepe” ed aperta al pubblico fino al 22 gennaio (ingresso libero; info: tel 031640749). L’iniziativa ha scopo benefico: l’associazione attraverso il presepio offre il suo contributo a sostegno dei piccoli ospiti dell’asilo “Lilia Miotto”, attivo in Brasile, a Santana.

Giuliana Panzeri

Nella foto:
A Crevenna è allestito il presepe degli “Amici del Presepe di Crevenna”, visitabile fino al 22 gennaio in concomitanza con la tradizionale Fiera di Sant’Antonio nei giorni feriali dalle 14 alle 18 e nei festivi dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 18. Fra le altre novità vi è la riproduzione di un’osteria e soprattutto di una trebbiatrice (nella foto)

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