Santarella, ecco dove trovare modelli virtuosi

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Il futuro dell’ex centrale termica della Ticosa
A Brescia e a Sesto San Giovanni due esempi di musei dedicati all’industria
La centrale termica dell’ex tintostamperia Ticosa di Como, in viale Roosevelt, unica sopravvissuta nelle macerie dell’ex opificio, quale sede del Museo della Seta, che ora è in via Castelnuovo. Un progetto tutto da valutare nei costi e nei tempi, ma che ha fatto sognare per un paio di giorni gli amministratori comaschi dopo il sopralluogo con i tecnici del Comune voluto a inizio settimana dal presidente della Camera di Commercio Paolo De Santis e da quello dello stesso museo, Luciano Guggiari

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Un museo della filiera tessile in un reperto di archeologia industriale ad essa intrinsecamente legato è un po’ l’uovo di Colombo, e anche al netto delle difficoltà di ordine logistico e finanziario (aggravate dal fatto che siamo ancora ben lungi dalla chiusura dei lavori in Ticosa, come ha rimarcato ieri sul “Corriere di Como” il sindaco Mario Lucini) suona in modo decisamente più armonioso rispetto ad altre analoghe proposte che sembrano per ora passate in secondo piano (Museo del Razionalismo e sede dell’archivio Terragni, o Museo dei Trenini Rivarossi).
Lo stesso Museo della Seta ha indicato come punto di riferimento ciò che avviene a Brescia con un progetto di museo diffuso sul territorio che è molto ambizioso e parte da molto lontano. Si tratta del Musil, ossia il “Museo dell’Industria e del Lavoro” di Brescia (www.musilbrescia.it), la cui sede centrale sta sorgendo in una situazione analoga, nell’ex stabilimento Tempini e andrà ad aggiungersi ad altri tre poli territoriali: quello di Rodengo Saiano in Franciacorta, il “Museo dell’Energia idroelettrica” di Cedegolo in Valle Camonica, nell’edificio di una ex centrale, e il “Museo del Ferro”, in un’antica fucina. Il “Musil”, promosso inizialmente dalla Fondazione Luigi Micheletti, ha avuto una gestazione molto lunga, iniziata già a partire dagli anni Ottanta e proseguita con le prime collezioni all’inizio degli anni Novanta del Novecento. Con una tempistica analoga a quella che ha portato alla costituzione del comasco Museo della seta, che oggi ha una media di 8mila visitatori l’anno, nella logica del recupero della memoria industriale da trasmettere alle future generazioni come segno di identità forte del territorio.
Un altro esempio sempre rimanendo in territorio lombardo per disegnare il futuro a medio e lungo termine della ex Ticosa, un’area che l’imprenditore canturino di Cinelandia Paolo Petazzi immagina di vedere adibita a multisala d’eccellenza e all’avanguardia della tecnica potrebbe venire anche da Sesto San Giovanni e dal suo “Museo dell’Industria e del Lavoro”, accanto all’immenso Carroponte nell’area ex Breda. L’immensa gru per trasportare materiali ferrosi alta 20 metri, ed eredità degli anni Trenta, dopo la ristrutturazione è ora un’area destinata a spettacoli, concerti e attività culturali all’interno del nuovo parco sorto nell’area ex Breda. Lì sono state inoltre realizzate un’illuminazione notturna dell’impianto e una copertura del palco. Un punto di riferimento ghiotto, per una città come Como, che lamenta da anni l’assenza di spazi ricreativi per la cosiddetta “movida” e per concerti all’aperto che non arrechino troppo disturbo ai residenti.
All’interno del museo di Sesto è poi conservato anche un grande maglio a vapore utilizzato fino alla fine degli anni Ottanta. Costruito tra il 1910 e il 1920, completamente d’acciaio, veniva impiegato alla Breda Fucine nei lavori di fucinatura a caldo di piccoli pezzi. Anche la filiera tessile lariana ha macchinari di grande impatto visivo, pur se non così massicci come quelli siderurgici. Resta un fatto. A Brescia come a Sesto un passato di archeologia industriale importante, simbolo dell’imprenditoria e del lavoro operaio, dopo la dismissione delle grandi industrie si è trasformato in laboratorio culturale. Proprio quella destinazione di cui nei giorni scorsi amministratori pubblici e privati hanno parlato in merito al recupero della Santarella dell’ex Ticosa come eventuale futura sede del Museo della Seta di Como.

Nella foto:
La centrale termica dell’ex Ticosa di Como.

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