Santarella sgomberata. «Bene l’operazione, ma per il futuro?». Le minoranze chiedono interventi

Sgombero Santarella

Soddisfazione bipartisan per l’operazione di ieri mattina ma con dei dubbi – espressi dalle minoranze – che si proiettano inevitabilmente sul futuro della Santarella e dell’area Ticosa nel suo complesso.
«Tutte le situazioni di degrado che ci siamo trovati in città, da San Francesco all’ex Sant’Anna, alla Santarella, sono una vergogna e vanno risolte. Quindi, siamo assolutamente d’accordo a operare con decisione per intervenire in situazioni spesso gravi», dichiarano Stefano Fanetti e Patrizia Lissi, consiglieri comunali del Pd. «Ma vogliamo sapere la soluzione alternativa proposta dall’amministrazione comunale, visto che il centro di accoglienza è stato chiuso in fretta e furia. Perché è chiaro che se mandiamo via le persone da un posto dove evidentemente non possono stare, o individuiamo un’alternativa o finiscono per trovarsi un’altra sistemazione di fortuna, ma che porta degrado e magari anche scontro sociale. Un’amministrazione seria prima ipotizza una soluzione, poi interviene», chiudono i consiglieri.
Posizione che viene in gran parte sottoscritta anche dal Movimento Cinque Stelle, che per voce del suo capogruppo Fabio Aleotti interviene a sgombero ultimato.
«La Santarella è stata oggetto di attenzione degli attivisti del M5S per molto tempo soprattutto dopo l’incendio (che si sviluppò all’inizio del mese di maggio del 2016). Queste situazioni vanno affrontate e risolte subito. Non è una struttura che può essere adibita ad accogliere persone e non è certamente murandola che si risolve il problema. Anzi così lo si sposta soltanto. Ora quelle persone cercheranno altri rifugi dove passare la notte. Bisogna evitare l’insediamento in strutture pericolose e senza garanzie di igiene», interviene il consigliere Aleotti. Non fa sconti alla maggioranza neanche Alessandro Rapinese. «Ottimo per la sicurezza delle persone, compresi i disperati che la abitavano e per la tranquillità in generale della zona. Si evita così di creare sacche di emarginazione e di possibili contrasti sociali», anticipa il consigliere prima di rivolgere una considerazione all’operato della giunta Landriscina. «Certo, detto questo mi domando anche come sia possibile, dopo un quarto di mandato, che la giunta non sia ancora in grado di darci qualche dettaglio maggiore sul futuro dell’area Ticosa, invece di limitarsi a un banale intervento di muratura. Insomma, anche in questo caso un atto sicuramente importante nasconde lacune e mancanze sulla gestione complessiva della cosa pubblica».

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