Sant’Elia americano

altEsposizioni. L’editore Silvana invierà al Guggenheim il catalogo della collezione lariana in occasione della grande mostra sul Futurismo
Ben otto disegni dell’architetto futurista lariano Antonio Sant’Elia, nel centenario del suo Manifesto dell’architettura futurista (1914) e in rappresentanza di un corpus venti volte superiore custodito a Palazzo Volpi di Como sono protagonisti da un mese al “Solomon Guggenheim Museum” di New York. Il celebre edificio di Frank Lloyd Wright ospita capolavori del maestro lariano degli anni 1913 e 1914 come i disegni Casa a gradinata con ascensori esterni e galleria interna a profilo parabolico, Edificio industriale con torre angolare, Composizione di volumi sfaldati e Composizione di soluzioni volumetriche.

La mostra che ospita Sant’Elia è Italian Futurism che rimarrà aperta fino al 1° settembre.
Peccato, però, che ci sia stato un difetto nella promozione di Como. Il Comune ha sì concesso – la pratica era partita già con la precedente amministrazione di centrodestra ed è stata perfezionata ora dalla giunta guidata da Mario Lucini – i disegni di Sant’Elia, ma nella mostra di New York non è ancora disponibile al bookshop del Solomon Guggenheim il catalogo di tutta la collezione dei disegni di Sant’Elia della Pinacoteca civica di Palazzo Volpi a Como – ben 164 pezzi – realizzato lo scorso anno da Silvana Editoriale per la cura di Luciano Caramel e Alberto Longatti.
Un documento di primaria importanza per inquadrare l’opera del maestro, edito per ora solo in italiano (si spera arrivi anche l’edizione inglese), che potrebbe in effetti risaltare in un’offerta libraria mirata come quella allestita in occasione della mostra.
Il Comune fa sapere che non è compito suo mandare cataloghi a New York. Di fatto, ci deve pensare Silvana. Il cui ufficio commerciale, in effetti, si sta mobilitando ed è in contatto con i suoi partner americani che si occupano di distribuzioni di cataloghi. Meglio tardi che mai, viene da dire.
Intanto a mantenere Como nell’Olimpo del Futurismo pensano gli otto disegni concessi dai Musei Civici di Como. È certo importante che un pezzo significativo della cultura lariana del Novecento sia in un polo culturale così rinomato. Nella Grande Mela al “Solomon Guggenheim Museum” – dove Sant’Elia dialoga così con un altro gigante dell’architettura del ’900, quel Frank Lloyd Wright che ha disegnato l’ardita struttura circolare del museo – tra i primi comaschi a visitare la mostra è stato il gallerista Salvatore Marsiglione della galleria “Mag” di via Vitani 31/33, in Cortesella, che ha immediatamente pubblicato su Facebook foto della mostra e in particolare dei lavori di Sant’Elia.
«L’atmosfera che si respirava all’inaugurazione – dice Marsiglione, restauratore professionista specializzato in opere d’arte d’epoca e studioso di Futurismo – era molto vivace. C’è molta voglia di bellezza e molta voglia di fare. Il pubblico newyorkese poi è attento e il Futurismo è un fenomeno artistico che è tenuto in grande considerazione oltreoceano. Del resto, è stato la nostra avanguardia migliore. La mostra è molto bella, con quasi 300 opere esposte in tutto. Grande spazio è stato dato, oltre agli immancabili Boccioni, anche a Luigi Russolo, artista futurista di cui gestisco l’archivio. Una mostra come questa potrebbe dare una marcia in più al collezionismo».
Pochi giorni fa, ha visitato la mostra anche un altro comasco, il pittore Fabrizio Musa, che a New York vola spesso per lavoro e in questa occasione ha visitato la grande fiera di arte contemporanea The Armory Show, sempre a Manhattan. «La mostra è impressionante per la visione d’insieme, lungo tutta la “spirale” del palazzo di Frank Lloyd Wright – dice l’artista, che ha dedicato all’Asilo Sant’Elia del razionalista Giuseppe Terragni un grande murale in una via di Como – e ha carattere interattivo e multimediale, come era necessario fare per rappresentare un’avanguardia come il Futurismo che si è mossa su vari fronti, dalla musica alla pittura alla poesia. C’è sempre coda fuori dal museo per entrare, anche nei giorni feriali, e questo fa ben sperare per il successo dell’evento».

Nella foto:
Edificio industriale con torre angolare, uno dei disegni di Antonio Sant’Elia esposti nella mostra sul Futurismo a New York

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