Sant’Elia in Triennale

Tesori lariani – L’architetto futurista comasco protagonista con la sua “Stazione per treni e aerei” nella mostra sulle infrastrutture in corso a Milano
Il sogno di una metropoli meccanizzata e stilizzata, con grattacieli altissimi e caratterizzati da terrazze panoramiche e ponti, abbarbicati a cattedrali avveniristiche, industrie e centrali elettriche.
È la “Città Nuova”, l’opera che ha reso celebre l’architetto futurista lariano Antonio Sant’Elia (nella foto), prematuramente scomparso nel 1916 a soli 28 anni, e che è diventata uno dei simboli dell’utopia del Novecento. Di Sant’Elia il Comune di Como possiede e conserva, nella Pinacoteca
Civica di Palazzo Volpi, in via Diaz 84, ben 164 preziosi disegni.
Mentre è ancora in alto mare la mostra sui disegni di Antonio Sant’Elia in Pinacoteca, un pezzo importante della collezione dedicata al geniale architetto futurista è in prestito da qualche giorno alla Triennale di Milano, e funge da documento di rappresentazione per una iconografia dei trasporti e della loro storia sul fronte economico e su quello culturale.
È il Disegno preparatorio della Stazione per treni e aerei, che è esposto in occasione della mostra L’architettura del mondo. Infrastrutture, mobilità, nuovi paesaggi, rassegna che è in programma alla prestigiosa Triennale di Milano fino al prossimo 10 febbraio.
La mostra è, come suggerisce il titolo, dedicata alle infrastrutture – ossia a quelle opere che, come strade, ferrovie e aeroporti, contribuiscono a dar forma al mondo e ne permettono il funzionamento – e al loro rapporto con funzioni e abitudini che cambiano con un ambiente sempre più in pericolo.
L’allestimento si compone di quattro sezioni di cui una, quella storica, rappresenta un elemento di continuità del percorso, e le altre tre, in successione, presentano opere e progetti relativi a ciò che si produce al di fuori del nostro Paese, a ciò che è stato realizzato o è in corso d’opera in Italia e, infine, a ciò che inizia a presentarsi come un quadro geografico a scala globale al quale le nuove grandi infrastrutture si rapportano. La sezione storica, dedicata al Novecento, presenterà opere come il già citato disegno della stazione del comasco Antonio Sant’Elia, i disegni di Le Corbusier per Algeri o Chandigarh, quelli di Eero Saarinen per la stazione di Helsinki o di Hans Poelzig per la diga di Klingerberg, ma anche episodi urbanistici più recenti.
Intanto, come si diceva, pare sia in alto mare la mostra su Sant’Elia, più volte annunciata dal Comune già nell’era dell’assessore alla Cultura Sergio Gaddi. L’attuale assessore, Luigi Cavadini, lavora a un grande evento per la primavera da tenere a Villa Olmo, e potrebbe essere proprio la mostra su Sant’Elia riveduta e ampliata con uno sguardo più globale al Futurismo. Intanto è probabile che arrivi, prima di qualsiasi mostra, l’edizione aggiornata del catalogo dei disegni di Sant’Elia conservati in Pinacoteca, a cura di Luciano Caramel e Alberto Longatti, premessa testuale fondamentale alla realizzazione dei “totem” multimediali su Sant’Elia e il patrimonio comasco dei suoi disegni, finanziati dal Rotary per la mostra pensata a suo tempo, in una primitiva versione, per la Pinacoteca. Attendiamo sviluppi, e intanto godiamoci la vetrina milanese a conferma della grandezza di un maestro lariano.

Nella foto:
L’architetto futurista lariano Antonio Sant’Elia

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