Sant’Elia “ridisegna” la Pinacoteca e Gaddi vara un anno di mostre

La città delle arti
Un’installazione architettonica in via Diaz celebrerà il genio futurista

Un anno di mostre, 365 giorni d’arte per colorare di cultura Como e credere sempre più nel turismo culturale. È il sogno dell’assessore Sergio Gaddi che ieri ha varato il calendario di tutti gli eventi espositivi, piccoli e grandi, patrocinati da Palazzo Cernezzi. Sono oltre 30 gli appuntamenti del carnet tra pittura, scultura, fotografia, video. Li si può consultare in modo analitico sul sito ufficiale www.culturacomo.it.
Tra gli eventi naturalmente primeggia la grande mostra sulla
dinastia Bruegel a Villa Olmo, dal 23 marzo fino a luglio. Lo spazio espositivo neoclassico di via Cantoni diventa da quest’anno sempre più il nostro Beaubourg, con un’offerta di eventi che proseguirà dalla primavera fino a novembre e comprenderà anche “Parolario” e “Miniartextil”.
«Non abbiamo aspettato che la villa fosse restaurata, come molti chiedevano, per farne un centro d’eccellenza. Nel 2004 siamo subito entrati nell’operatività concreta varando un programma di mostre», ha detto ieri Gaddi in Pinacoteca.
«Sfatiamo il mito di Villa Olmo che toglie ossigeno alle altre mostre. Tutti gli spazi espositivi cittadini saranno usati per mostre durante l’anno – ha proseguito Gaddi – Mi piacerebbe lo fossero 24 ore al giorno. E ci sono comunque margini di miglioramento, ad esempio per il Chiostrino di Sant’Eufemia e lo Spazio Natta che vorrei sempre più consacrare al lancio di artisti giovani. E poi c’è la Pinacoteca». Dove in effetti 10 visitatori in media al giorno sono un po’ pochi. Intanto però proprio la struttura di via Diaz 84 sarà “ridisegnata”, da aprile, per la mostra di disegni dell’architetto futurista Antonio Sant’Elia, con il sostegno del Rotary Club che pagherà le postazioni multimediali con il catalogo virtuale di tutta l’opera del maestro.
L’architetto comasco Marco Balzarotti si occuperà dell’allestimento: «Sant’Elia sarà usato come chiave di volta per rileggere in modo nuovo tutta la Pinacoteca, e proiettarla verso il 2014 quando ci sarà il centenario del Manifesto dell’architettura futurista di Sant’Elia. Allora sarà tempo per una grandissima mostra sulla sua opera e il suo tempo».
Balzarotti non vuole anticipare molto del progetto, ma rivela un particolare interessante per promuovere la visibilità di Palazzo Volpi: «All’ingresso della Pinacoteca, palazzo piuttosto “serioso” – la cui parete è coperta da graffiti e segni di pedate piuttosto evidenti, ndr – vorrei proporre un’architettura “costruita” ma effimera cioè non destinata a durare, in materiali solidi, che diano il senso della gravità, ma nello stesso tempo facili da spostare. Questa installazione architettonica vuole essere anche un segnale di forte richiamo per il pubblico e dovrebbe essere collegata con il cortile della stessa Pinacoteca, dove ho pensato di collocare un bar, pure se, per il momento, provvisorio».
Un servizio caffetteria nel cortile è in effetti una delle ossessioni di Gaddi che vuol far diventare la Pinacoteca «la nostra Triennale». Il che darebbe anche impulso a un quartiere spesso abbandonato all’incuria e preso di mira da devastatori notturni.

Lorenzo Morandotti

Nella foto:
Sopra, la festa di inaugurazione della mostra di Boldini del 24 marzo 2011. A sinistra, la facciata della Pinacoteca di Como

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