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«Sanzioniamo i proprietari di edifici che non curano a dovere i loro stabili»

(f.bar.) Degrado chiama degrado. Il pessimo stato di conservazione di numerosi stabili del capoluogo, la mancanza di manutenzione in diverse zone, la scarsità di risorse nelle casse comunali e l’azione incessante di incivili e writers stanno lentamente sgretolando la facciata scintillante della città. E dove l’abbandono e l’incuria si insinuano, sempre più spesso sorgono anche problemi di sicurezza.«È inevitabile. Palazzi abbandonati e edifici chiusi, anche per colpa della crisi, attirano

i disperati – spiega l’assessore alla Sicurezza del Comune di Como, Marcello Iantorno – Ricevo costantemente segnalazioni da residenti di varie parti della città in questo senso. Oltre alla sicurezza statica degli immobili, la tensione è anche per la presenza di sbandati». E sovente si cerca di intervenire, con l’appoggio dei proprietari. «Come accaduto in via Petrarca per Villa Feloy. Ora stiamo verificando situazioni analoghe in viale Innocenzo. Non è un compito semplice», spiega l’assessore, che lancia un’idea.«Ovviamente si tratta di un tema che dovrà essere affrontato dal settore competente, ma potrebbe essere interessante studiare quanto avviene in numerose città a partire da Milano», dice Iantorno. Ovvero elaborare nuovi regolamenti edilizi «in grado di stabilire limiti e vincoli precisi per i proprietari. Stabilire regole per evitare che chi possiede un immobile lo trascuri magari per decenni arrecando un danno alla città. Si potrebbero studiare limite temporali massimi, scaduti i quali i proprietari potrebbero incorrere in sanzioni. Con disposizioni così stringenti si avrebbe anche l’effetto di evitare l’ingresso di disperati negli edifici vuoti», aggiunge Iantorno. Insomma, riassumendo, «non è giusto che per logiche private si finisca per arrecare un danno alla cosa pubblica e all’immagine stessa di una città», conclude Marcello Iantorno. «Tutto ciò inevitabilmente comporta anche un deprezzamento del valore degli immobili – interviene l’avvocato Claudio Bocchietti, presidente di Confedilizia – E in città esistono zone di valore assoluto. Nei pressi del Politeama, ad esempio, basta pensare al cannocchiale che da piazza Volta spazia fino alla stazione San Giovanni o quello che da piazza Cacciatori delle Alpi va verso il Tempio Voltiano». Infine, sul caso ormai eterno del Politeama, le idee sono chiare. «Il Comune deve prendere una decisione definitiva su cosa fare del cineteatro. Solo così si potrà partire con un progetto e arrivare a una fine», conclude Bocchietti.

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