Sapori lariani, quando il “chilometro zero” è a portata di piatto

Marketing territoriale
Una nuova guida ai prodotti locali con schede, aneddoti e indirizzi dei più importanti punti vendita
(ka.t.c.) Lariano d’alpeggio e di capra, semuda e zincarlin, olio d’oliva e “pan de Com”, miele e tartufi, frutti di bosco e vino. Sono alcuni tra i prodotti tipici del Lario cui è dedicata una nuova pubblicazione voluta dell’amministrazione provinciale di Como e realizzata in collaborazione con la Fondazione Minoprio e con i referenti della filiera agroalimentare comasca.
Prodotti lariani: buoni, sani e… a km zero (44 pp.) è una piccola e agevole guida corredata da semplici schede
che svelano le proprietà nutrizionali, la storia e gli aneddoti di ciascun prodotto tipico. La sezione finale riporta gli indirizzi dei più importanti punti vendita sul territorio.
Nato con l’intento di divulgare i prodotti tipici di qualità, il volumetto propone ricette che soddisfano il gusto e che sono caratterizzate da elementi di equilibrio nutrizionale. Dal primo al secondo, dai formaggi ai dolci alla frutta, a ciascun prodotto sono infatti abbinati sfiziosi piatti a tema per far conoscere al grande pubblico le caratteristiche delle più importanti specialità locali. “Pennette salsiccia e caprino”, “Risotto mantecato con la semuda”, “Agoni in carpione”, “Sformato di patate”, solo per citarne alcune.
Tra i prodotti non mancano i missoltini e gli altri pesci di lago, alcuni ortaggi (come la verza o la patata bianca) e i dolci più noti come la miascia, i nocciolini di Canzo o il meno conosciuto “braschin”. Un capitolo a sé meritano i vini con il marchio “Igt – Terre lariane” e i prodotti del territorio collinare della provincia comasca. Vini che vantano origini antiche, se è vero che se ne trovano numerosi riferimenti sia in testi romani, sia nel corso del Medioevo. Attualmente, la maggiore estensione vitivinicola è concentrata nell’Alto Lario, nella zona domasina in particolare, che risente della positiva influenza della vicina viticoltura valtellinese. Bianchi frizzanti e passiti, rossi passiti e novelli e una buona produzione di rosato che meritano di essere scoperti. Ulteriori informazioni saranno a breve disponibili sul sito del “Consorzio per la tutela dei prodotti tradizionali” della Provincia, in corso di aggiornamento (mail a: info@saporidicomo.it).

Nella foto:
A sinistra, lo zincarlìn. Sopra, la semuda. A destra, fabbricazione dei “nocciolini”

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