Saranno spostate le barriere del viadotto dei Lavatoi
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Saranno spostate le barriere del viadotto dei Lavatoi

New-jersey troppo pericolosi per accedere al viadotto dei Lavatoi, il Comune corre ai ripari. Nel corso di una riunione con tutte le categorie economiche e in particolare autotrasportatori, commercianti e artigiani, il comandante della polizia locale ha concordato una serie di modifiche viabilistiche per agevolare l’accesso al viadotto. La struttura è stata chiusa dallo scorso luglio ai mezzi con un peso oltre le 7,5 tonnellate e lunghezza oltre agli 8 metri. Previsto uno stop lungo, di almeno un anno e mezzo, con alcuni correttivi necessari.

L’attuale posizionamento dei new-jersey crea infatti difficoltà anche ai Suv e ai furgoni. Si sono verificati anche diversi tamponamenti. Così, su indicazione del sindaco e dell’assessore alla Viabilità Vincenzo Bella, Ghezzo ha convocato gli esponenti di Unindustria, Confartigianato, Cna, Confcommercio, Confesercenti e della Fai per discutere i correttivi. «All’inizio della prossima settimana – spiega Armando Minatta, portavoce di Cna Como Città – verranno spostate le barriere in modo da creare una sorta di imbuto, simile a quello del ponte della Becca, in provincia di Pavia, sul Po e il Ticino».

Ma non è finita qui, il comandante effettuerà infatti un sopralluogo con tutti i rappresentanti delle categorie sotto il viadotto. L’appuntamento è per mercoledì 18 alle 8.30. «Sul posto potremmo verificare alcuni ulteriori correttivi – spiega sempre Minatta – si pensa al senso unico in via Donatori di Sangue e a un possibile intervento per alleviare il traffico che si forma su tutta la via Oltrecolle, in discesa da Lora, in ingresso in città». Soddisfatto dell’apertura al dialogo e dei primi correttivi anche il presidente della Fai, Giorgio Colato. «Certo, il problema rimane e nessuno ha la bacchetta magica per il viadotto dei Lavatoi – dice Colato – Credo che sia comunque apprezzabile la disponibilità data dal sindaco nel coinvolgere le associazioni di categoria per risolvere problemi di natura pratica. Altre volte la politica e gli uffici amministrativi sono stati ben più scollati». Riguardo alla modifica per l’accesso ai viadotto, anche secondo Colato quelle «gimcane erano pericolose anche per le automobili e per tutta la viabilità della zona. Credo che questa sperimentazione sia necessaria per arrivare allo studio di percorsi alternativi in attesa che il viadotto venga ripristinato». «Per chi muove l’economia su gomma sarà comunque un periodo non semplice – conclude il presidente della Fai – Anche durante il cantiere dubito che ai mezzi pesanti venga consentito il passaggio sul viadotto».

7 Ottobre 2017

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Redazione Corriere di Como

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