Sardine e Balocchi, domenica a rischio. Manifestazione a pochi passi dal girone

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I flussi pedonali e gli effetti anche di un solo attraversamento, o di un semaforo, sono variabili che incidono molto più di quello che si possa pensare nel traffico cittadino. L’ultimo weekend si è assistito al collasso della viabilità della convalle, nonostante il piano straordinario anticaos varato da Comune e Regione Lombardia, con il potenziamento di treni e autobus per i Balocchi. Ora, domenica prossima, l’8 dicembre, festa dell’Immacolata, si aggiunge un nuovo fattore di rischio. La prima manifestazione delle “sardine” di Como.
La Prefettura ha già autorizzato il ritrovo del movimento antisovranista nel capoluogo. A Bologna, Modena, Firenze e Milano, nelle scorse settimane, le piazze si sono riempite di miglia di sardine. L’autorizzazione per l’evento comasco è fino a 2.500 persone. Difficile pensare che si possano muovere così tanti manifestanti in una domenica prenatalizia, ma il rischio di una massa di pedoni che in qualche modo intervenga sul fragile equilibrio del traffico lungo il girone di Como è reale.
La Prefettura ha chiesto di spostare l’assembramento da Porta Torre alla vicina piazza Vittoria, ma questo potrebbe non essere sufficiente.
Gli organizzatori del primo evento #Comosislega hanno invitato i partecipanti a muoversi soltanto con i mezzi pubblici. Anche l’orario, le 18.30, è pensato per far sì che il transito di auto sia più contenuto. Ma questo potrebbe non essere sufficiente.
Il ricordo del venerdì nero del traffico, quel 29 novembre, in cui un corteo di pochi manifestanti del Fridays for future paralizzò Como, al pomeriggio, è ancora vivo e vegeto.
Intanto, quello che è certo, è che le sardine hanno riacceso il clima politico, a livello nazionale e locale. Ieri è stato il parlamentare comasco di Fratelli d’Italia, Alessio Butti, ad attaccare la scelta del neonato movimento politico di manifestare in un giorno di festa, nel bel mezzo degli eventi di Natale e della corsa allo shopping.
«Leggo che le sardine di Como intenderebbero imporre alla città un loro evento politico per, udite udite, domenica pomeriggio 8 dicembre – ha scritto ieri Alessio Butti sul suo profilo Facebook – Pretenderebbero anche di farlo in pieno centro città. Mi sembra un atteggiamento un po’ arrogante. Ad un partito tradizionale non sarebbe consentito tale “privilegio” e, intelligentemente, nemmeno tenterebbe di rivendicarlo».
«Auguro all’evento delle sardine il successo che auspicano – aggiunge Butti – ma c’è un momento e un luogo per tutto. Volete manifestare? Fatelo evitando di aggiungere il vostro folto pubblico (con annessi mezzi di trasporto) all’affluenza, anche automobilistica, di migliaia di comaschi, e non, attirati in centro dagli eventi natalizi o dalla voglia di fare shopping».
Il parlamentare comasco, cofondatore di Fratelli d’Italia, con Giorgia Meloni, in chiusura del post, parla perfino di un «meschino espediente di organizzare il piccolo evento politico nel contesto del grande evento natalizio per poter dichiarare qualche “inconsapevole sardina” in più».
«Chi conosce Como sa bene che abbiamo scelto una zona dove non possono passare le auto, non occupata dagli eventi di Natale – replica Luca Venneri, portavoce delle sardine comasche – All’onorevole Butti farebbe credo più comodo se manifestassimo ai giardini a lago, o meglio, direttamente nel lago. Noi abbiamo scelto una posizione defilata proprio per non essere d’intralcio a nessuno, ma nemmeno far pensare che la gente sia lì per caso. Siamo persone pacifiche, che si vogliono ritagliare uno spazio, in contrasto alla politica vecchia e stantia. Sarà una manifestazione politica, ma apartitica: non vogliamo bandiere. Se Butti vuole dare a noi la colpa dei problemi viabilistici di Como, credo che abbia sbagliato bersaglio. Al limite chieda alla giunta attuale, dove siede anche suo nipote».
«Abbiamo invitato tutte le sardine ad arrivare con i mezzi pubblici per non appesantire il traffico cittadino – conclude Venneri – Nessuno di noi vuole creare intralcio ai commercianti e a tutta la città».

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