Scandalo Patria: città al palo Ceresio “eco”

opinioni e commenti di lorenzo morandotti

di Lorenzo Morandotti

Il glorioso natante arenato, che presto compirà cent’anni se non marcirà prima, immobile, che campeggia davanti a una storica dimora neoclassica  che si vuole simbolo di Como, della sua cultura, della sua storia. Due percorsi in parallelo, l’uno di fronte all’altro (andateli ad ammirare dalla sponda opposta, da viale Geno), a ben rappresentare come la città di Como e il Lario investono soldi, speranze, progettano visioni e obiettivi da raggiungere. Tutto è perfettibile e migliorabile, per carità. Nessuno ha la vittoria e la soluzione in tasca, specie di questi tempi.

Costano sudore, lacrime, fatica, specie se si lavora a compartimenti stagni e in ordine sparso. Ma fa specie rilevare che mentre sul Lario il piroscafo Patria ancorato da anni davanti a Villa Olmo ha davanti a sé ancora moltissime ore di immobilità e forse anche di illusorie speranze di una ripartenza tante volte annunciata, a pochi chilometri da qui, sulle acque di un altro lago, nella vicina Svizzera italiana, sul Ceresio, c’è invece un battello storico che ha 90 anni di vita, chiamato guarda caso proprio come quel lago, che non solo solca le acque, ma lo fa spinto dalla corrente elettrica. Che deve peraltro la sua esistenza a un comasco, ad Alessandro Volta. Quanto basta per avere un altro po’ d’amaro un bocca se non indignarsi, e chiedere un cambio significativo di passo, perché l’innovazione, la strada del futuro, passa dalla sostenibilità e dalla transizione ecologica anche nel turismo lacustre, che come ben sanno i residenti della Tremezzina non può viaggiare su gomma oltre limiti ben precisi.

E non bastano pochi timidi passi ma il coraggio di osare, investire, Proprio come i vicini elvetici hanno realizzato con il retrofitting della Motonave Ceresio 1931, battello storico della flotta. Il progetto apporterà, sui laghi ticinesi, impatti significativi nella lotta al cambiamento climatico,  come strategia per il futuro della mobilità dei laghi ticinesi e come modello per una navigazione sostenibile da sviluppare   anche con tutti gli altri cantoni della Confederazione Elvetica. Ancora una volta la gita oltre la dogana di Chiasso è utile a constatare che l’erba –  in questo caso la vocazione green – del Ticino è sempre più verde.

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