Cronaca

Scapolan: «Ma per ora alla fine dell’autostrada c’è una mulattiera»

Il presidente della Camera di Commercio di Varese

(f.bar.) Le opere di adeguamento della rete ferroviaria italiana per accogliere l’AlpTransit dovranno essere imponenti. La situazione paradossale che infatti si potrebbe venire a creare nel 2016, quando sarà pronto il nuovo tunnel del Gottardo, è stata efficacemente riassunta, ieri mattina a Varese, dal presidente della Camera di Commercio della città giardino Renato Scapolan.
«Oggi è come se si stesse completando un’autostrada dalla quale, per arrivarci o per uscirci, bisognerà percorrere

una mulattiera – ha detto il presidente – Tra poco più di tre anni la Svizzera ci consegnerà un’opera che permetterà di velocizzare i tempi di trasporto delle merci con quelli che sono i principali partner economici della Lombardia. Chiediamo allora presenza e lungimiranza a politici».
E per spiegare nel dettaglio gli aspetti più propriamente tecnici di questa colossale opera è intervenuto il professor Lanfranco Senn, direttore del CerTeT (Centro di economia regionale, dei trasporti e del turismo) dell’Università Bocconi, che ha presentato i risultati di una ricerca. Innanzitutto la realizzazione di una ferrovia pianeggiante lungo l’asse del Gottardo consentirà risparmi nei costi di trazione e permetterà la circolazione di treni più lunghi e quindi in grado di trasportare un maggior quantitativo di merci. «Oggi la lunghezza massima dei convogli è di 550 metri – ha detto il professor Senn – Domani si potranno far circolare treni lunghi 750 metri».
Crescerà anche il peso massimo di questi supertreni che passeranno da 1.600 a 2mila tonnellate.
«E tutte le infrastrutture (per esempio linee elettriche e gallerie, ndr) dovranno essere adeguate al cosiddetto “corridoio 4 metri”. Ovvero dovranno essere modificate in modo tale da consentire il passaggio di unità di carico (ovvero vagoni a pieno carico) alte 4,1 metri, rispetto agli attuali 3,8 metri», ha aggiunto il docente. A interventi ultimati, inoltre, la pendenza massima della direttrice Chiasso-Como passerà dall’attuale 26 per mille al 21. Mentre sulla linea Luino-Gallarate l’abbattimento sarà più corposo, passando dal 26 per mille al 12, facilitando così il transito dei convogli di grandi dimensioni.
Quando sarà operativa, la nuova dorsale ferroviaria genererà benefici a tutti i livelli. «Attivando questo collegamento ne trarrà giovamento innanzitutto la collettività. Si assisterà infatti a una riduzione dell’inquinamento, della congestione del traffico e dell’incidentalità per un valore compreso tra i 700 e 1.100 milioni di euro», ha spiegato il professor Senn.
I benefici saranno anche per la catena logistica e gli operatori del settore che potranno contare su una riduzione del costo di trasporto ferroviario, visto che si abbasserà del 20% la spesa per la trazione ferroviaria e del 45% il costo per tonnellata delle merci trasportate.
Senza dimenticare le ricadute occupazionali. Da alcune prime stime risulta che si potrebbero creare 850 nuovi posti di lavoro in seguito all’aumento del traffico merci previsto nel 2020. Un numero che potrebbe salire fino a 4mila nuovi occupati nel caso in cui venissero realizzati nuovi insediamenti di logistica integrata, ovvero interporti.

29 Novembre 2013

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