Scarcerato uno dei tre presunti “zingari” comaschi. Prime crepe nel fascicolo sul calcioscommesse

Decisione del Riesame: Trajkovski torna in Macedonia
Secondo la Procura di Cremona, gli “zingari” avevano base operativa sul Lario, nella città di Como. Tra di loro Almir Gegic, ex giocatore del Chiasso, Hristyian Ilievski, che in città ci abitava, e il suo amico Rade Trajkovski, macedone di 28 anni. Erano loro, secondo l’accusa, a muoversi per contattare i giocatori per alterare i risultati delle partite dei campionati di calcio, ed erano loro ad essere stati fermati da una volante di Como subito dopo aver comprato delle schede telefoniche usate
per contattare i protagonisti dei match “taroccati”. Dopo mesi di conferme però, ieri, per la prima volta, l’impianto accusatorio ha scricchiolato: il tribunale del Riesame di Brescia ha infatti accolto l’istanza di scarcerazione dell’unico “zingaro” arrestato, Trajkovski, annullando pure l’ordinanza. Il macedone, insomma, da ieri è già tornato a casa, a Skopie, dove vive con la moglie e un figlio piccolo. Era stato arrestato all’aeroporto di Atene e poi estradato in Italia proprio in quanto ritenuto essere uno degli “zingari”. Di fronte al giudice di Cremona Guido Salvini, aveva invece raccontato di essere arrivato in Italia, a Como, solo perché conosceva Ilievski e, soprattutto, di non aver mai utilizzato le schede prepagate per organizzare le gare truccate. «A Como – disse al gip – io e Ilievski abbiamo soggiornato in un albergo vicino al confine. Volevamo fare shopping nella zona di Chiasso e per questo abbiamo aspettato un amico di Hristyian che non conoscevo, Gegic».
Ma c’è un altro curioso particolare che emerse nel verbale dell’interrogatorio. «Quando stavamo andando in Svizzera per fare acquisti – disse Rade – abbiamo passato il confine a bordo dell’auto dell’amico di Hristyian. Al controllo dei doganieri sono saltati fuori 24mila euro, una somma che non sapevo avessero».
Una versione che ha convinto il Riesame che nelle prossime ore motiverà la decisione. «Decisiva è stata la scarsità di indizi su Rade – ha chiosato il legale del macedone, Mario Murgo – È pacifico che Rade conoscesse Ilievski, non che facesse parte degli “zingari”».

Mauro Peverelli

Nella foto:
La procura di Cremona sta indagando sullo scandalo del calcioscommesse

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