Scatti comaschi fra i ghiacci perenni

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Personaggi – Da sabato prossimo, allo Spazio Natta, la mostra di fotografie “Iceberg e oltre” scattate nell’estremo Nord da Alberto Conti

Un viaggio iconografico tra i ghiacci perenni nelle terre più estreme del Nord, alla scoperta della luce di cieli dove il sole brilla per 24 ore al giorno, con un protagonista della cultura comasca. È la mostra Iceberg e oltre che, da sabato prossimo alle 18 e fino al 10 novembre, proporrà una sessantina di scatti fotografici di Alberto Conti, noto medico specialista in Audiologia, che ha da sempre la passione per l’immagine. «Ho iniziato da ragazzo all’oratorio di San Bartolomeo a Como dove, in una specie di grotta che

ci avevano riservato, trasformata in artigianale camera oscura, ho iniziato a stampare fotografie in bianco e nero».
Poi nonostante gli impegni della professione medica e un’altra passione importante come quella della musica, in particolare barocca – Conti è consigliere della prestigiosa “Società del Quartetto”, 150 anni di vita – l’amore per la fotografia non è mai venuto meno. E ora trova sbocco in una mostra tematica, in programma allo Spazio Natta in via Natta a Como, con il patrocinio del Comune (assessorato alla Cultura) che trae spunto dall’amore per i viaggi all’estremo Nord.
«Tutto è nato qualche anno fa durante un soggiorno per motivi professionali a Stoccolma, che è un po’ la Mecca per noi studiosi di Audiologia. Ne è nata un’escursione a Capo Nord e l’innamoramento, il “mal di Nord” è nato subito. Dopodiché è stato naturale esplorare le Lofoten, i fiordi norvegesi e le Isole Svalbard, attorno all’80° parallelo e quindi molto a Nord. Le foto in mostra allo Spazio Natta sono frutto di cinque viaggi compiuti solitamente quando il clima è più favorevole in giugno».
Conti non ha partecipato a viaggi organizzati: si è costruito gli itinerari su misura, per cogliere determinati scorci di iceberg, distese di ghiacci e dare conto soprattutto di una natura per fortuna in gran parte ancora incontaminata, in cui l’uomo percepisce la propria piccolezza nel cosmo. I territori sono quelli della Groenlandia (visitata da Conti tre volte), dell’Islanda e delle Isole Svalbard. La natura è padrona quasi assoluta: la presenza umana detta a Conti composizioni dal sapore astratto, informali e metafisiche. Anche qui si coglie la sua sensibilità d’artista e collezionista di grandi comaschi del ’900 come Carla Badiali, Manlio Rho e Aldo Galli.
Le opere in mostra, di medio formato e presentate con un allestimento curato da Guglielmo Invernizzi, sono state tutte realizzate con reflex digitali Canon. «Ho lavorato molto con il teleobiettivo, per cogliere i particolari, e sfruttando in modo importante le funzioni di stabilizzazione proprie delle macchine digitali che ormai sono imprescindibili», dice Conti. Che precisa: «In fase di stampa però non ho manipolato nulla. Quindi bando a filtri, Photoshop e altri meccanismi di compensazione. E quando scatto mi piace comporre l’immagine direttamente nell’obiettivo. Prima penso e poi scatto. E non faccio tagli in postproduzione».
Ma, ribadiamo, perché un viaggio fotografico nell’estremo Nord? «Mi piace soprattutto per la luce, che è fantastica, diversissima da quella cui siamo abituati – dice Conti – Le ombre sono molto lunghe e il sole su certi iceberg al tramonto produce bagliori che sono oro. Oro puro».

Nella foto:
In alto e sopra, alcune delle foto in mostra da sabato allo Spazio Natta. A destra, il professor Alberto Conti

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