Scende il risarcimento per 5 milioni evasi

Ha restituito 24.700 euro
Definita ieri in Tribunale la posizione del 46enne di Rovellasca
Tutto confermato e ratificato. Anche se alla fine, il risarcimento chiesto per ottenere il patteggiamento per i 5 milioni di euro evasi al fisco, è ulteriormente sceso dai 30mila euro previsti all’inizio a 24.700 euro.
Si è chiusa ieri mattina in Tribunale a Como la vicenda di un 46enne di Rovellasca, difeso dall’avvocato Anna Maria Restuccia, cui la Procura di Como contestava una evasione al fisco di cifre stratosferiche, effettuata tramite false fatturazioni nell’ambito di una attività
di montaggio e smontaggio di mobili.
Per ottenere il patteggiamento a un anno e mezzo, è stato però chiesto al 46enne di risarcire almeno i 30mila euro (poi scesi a 24.700), una cifra esigua ma giustificata dal fatto che il cambio della legge sui reati tributari (quella che impone il risarcimento del danno per accedere al patteggiamento) è del settembre 2011, e un solo capo di imputazione che pendeva sulla testa dell’imprenditore di Rovellasca, il capo “h”, rientrava in questa tipologia.
Una anomalia che ha però permesso al 46enne (che comunque aveva trascorso anche un lungo periodo di detenzione in carcere) di uscire da questa vicenda con un risarcimento minimo per una evasione da 5 milioni di euro.
Nella stessa giornata di ieri, oltre all’anno e mezzo per l’imprenditore di Rovellasca, hanno definito la loro posizione di fronte al giudice dell’udienza preliminare Francesco Angiolini anche la moglie dell’uomo (per lei 10 mesi e 20 giorni) e la cognata, che ha patteggiato 5 mesi e 10 giorni.

Mauro Peverelli

Nella foto:
Il Tribunale di Como dove ieri mattina è stato ratificato il patteggiamento del 46enne

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.