Scheletro nel bosco, l’autopsia conferma: non è stata una morte violenta

Polizia squadra mobile

Un’idea, gli uomini della squadra Mobile che stanno indagando sullo scheletro trovato nell’Oasi del Bassone sabato della scorsa settimana, l’hanno ed è ben precisa. Ritengono, insomma, di aver circoscritto in modo sensibile l’ambito della ricerca su chi possa essere la vittima. La parola finale, tuttavia, dovrà arrivare dai risultati del Dna che sono stati richiesti ma che non giungeranno prima di una ventina di giorni, forse anche trenta. Solo allora si saprà definitivamente, e con certezza, l’identità della persona scomparsa da tempo, tra uno e due anni fa.
Intanto, l’esame autoptico compiuto sui resti rinvenuti dai due boy scout che camminavano nell’Oasi del Bassone percorrendo una scorciatoia, ha per ora confermato quella che era stata la valutazione iniziale della Scientifica. L’uomo non sarebbe morto per una aggressione oppure per un fatto violento, ma assai probabilmente per cause naturali. Non ci sarebbero segni sullo scheletro che possano far pensare ad azioni violente, come pure la posizione dei resti al momento del ritrovamento (l’uomo aveva ancora le mani in tasca ed era prono) non indurrebbero a pensare a una posizione di difesa per una aggressione in corso. Anche su questo fronte tuttavia l’esito definitivo dell’autopsia verrà comunicato più avanti al pubblico ministero che ha sul tavolo il fascicolo, la dottoressa Alessandra Bellù.


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