Cronaca

Schiaffo alla “Volta”. La Filarmonica sfrattata cerca una sede fissa per prove e archivio

Il lungo precariato dello storico
Guerra fra bande in città. Niente di preoccupante sul fronte sicurezza. Ma su quello della cultura non c’è da stare allegri. Mentre alcune compagini locali hanno una casa regolare, la storica “Filarmonica Cittadina Alessandro Volta”, nata nel 1870, è in mezzo a una strada: non ha una sede per le prove e deve al massimo farsi ospitare. Adesso ha scelto di dire basta al precariato. Gli strumenti dormono da quasi un anno, sparsi in tre depositi diversi (l’ultimo concerto in pubblico è
stato il 2 giugno). Occorrono 100 metri quadrati, per le prove dei 50 elementi guidati da Oronzo Defendente: musicisti dai 17 agli 80 anni capaci di spaziare dall’opera al jazz. Ma servirebbe una sede anche per l’archivio storico, con documenti e spartiti.
Il consiglio direttivo è in carica, anche se ha dovuto prendere atto, causa mancanza di sede, della sospensione temporanea dell’attività. Il presidente “pro tempore” è Pierluigi Gorla, combattivo al punto – all’epoca era sindaco Alberto Botta – da portare la Volta a suonare in Sala Stemmi a Palazzo Cernezzi, pur di avere una sede. «Nemmeno ora ce l’abbiamo, ma all’epoca la ottenemmo – ricorda – Mesi fa siamo stati sfrattati da quella che il Comune ci aveva concesso in via Grossi, nella sede della Circoscrizione, ora dichiarata inagibile».
Ma perché il Comune deve aiutare la Volta? È socio? La banda ha una convenzione con l’ente pubblico? «La Filarmonica è nata nel XIX secolo proprio per volontà del Comune – dice Gorla – e finora siamo sempre stati “la” Filarmonica, quella “cittadina” come indica peraltro la nostra denominazione. Da sempre la consuetudine è stata di fornirci una sede. Ma adesso siamo arrivati al punto di rottura».
Perché? «Perché dopo via Grossi, e la pletora di sedi provvisorie che l’hanno preceduta, ci è stato proposto di utilizzare uno spazio nella scuola elementare di Lora – dice Gorla – Ho ancora con me le chiavi, da restituire: poco prima del trasloco, abbiamo scoperto che la sala non è a norma. Mi sono offerto d’installare la porta antincendio e di riparare l’impianto elettrico per renderla tale. Nulla di fatto. L’assessore al Patrimonio di Palazzo Cernezzi Enrico Cenetiempo si è detto disposto a intervenire: adesso aspetto la nuova giunta».
«Ho un capitale di strumenti e di archivio storico inestimabile – conclude Gorla – che è non solo della Volta ma di tutta la città. Sarebbe doloroso disperderlo. Lancio un appello alla città: dateci una sede dove suonare, ogni mercoledì sera». Il consiglio direttivo scadrà a dicembre. E dopo? Buonanotte ai suonatori? L’orchestrina a bordo del Titanic, almeno lei, sapeva quale destino c’era alla fine delle note.

Lorenzo Morandotti

Nella foto:
Un recital della “Volta”. L’ultimo concerto pubblico è stato quello del 2 giugno scorso
16 maggio 2012

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