Cronaca

Schiaffo all’amico che cade e muore: dramma a Binago

alt L’inchiesta è aperta per omicidio preterintenzionale. Nei guai un 73enne di Solbiate che stava litigando con il 48enne. La famiglia della vittima chiede l’espianto degli organi
L’uomo avrebbe perso l’equilibrio in prossimità delle scale: fatale il colpo alla testa rimediato nella caduta

Un litigio violento. Uno schiaffo. L’amico che cade a terra e batte il capo sul marciapiede. Una botta violenta che è finita con il costare la vita a un 48enne di Solbiate, Massimo Villa. L’uomo che l’ha colpito, Pietro Strambini, 73 anni sempre di Solbiate, è ora indagato dalla procura di Como, pubblico

ministero Simone Pizzotti.
L’accusa per lui è terribile: omicidio preterintenzionale.
Il dramma nel pomeriggio di lunedì, all’esterno del Bar Edera di Binago. Non si conoscono i motivi del diverbio.
Massimo, elettricista molto noto a Solbiate in quanto volontario per anni della Protezione civile, è al bar dove spesso si reca al termine del lavoro.
All’improvviso entra Pietro – visibilmente arrabbiato con lui – e i due escono a discutere in strada. La dinamica esatta di quanto accaduto è ancora al vaglio dei carabinieri della stazione di Olgiate Comasco, intervenuti sul posto per i rilievi.
Pare che a un certo punto Pietro cerchi di colpire Massimo con uno schiaffo. Non si sa se riesce nell’intento o meno.
L’amico tuttavia cade all’indietro – in prossimità di una serie di scalette – senza riuscire ad afferrare il passamano. L’uomo batte il capo violentemente sul marciapiede. Da quanto è stato possibile ricostruire, è lo stesso Pietro – coltivatore diretto, anche lui molto noto a Solbiate – a chiamare i carabinieri chiedendo di intervenire. «Venite, ho ammazzato un uomo», avrebbe raccontato alla centrale. Sul posto giungono i medici del 118 che trasportano la vittima in ospedale a Varese. Le condizioni appaiono subito molto gravi. E, purtroppo, nel corso della notte peggiorano ulteriormente.
Fino a quando ieri mattina è stata decretata la morte cerebrale. La famiglia avrebbe chiesto e ottenuto la possibilità di poter espiantare gli organi del proprio caro.
La segnalazione, ovviamente, è giunta anche in Procura a Como dove il fascicolo del pm Simone Pizzotti, in un primo momento aperto per lesioni, si è trasformato in omicidio preterintenzionale.
Le indagini, come detto, sono appena all’inizio.
Al vaglio degli inquirenti non c’è solo la dinamica dell’accaduto ma anche il motivo della lite che ha poi portato al tragico epilogo tra due persone che, è stato appurato dai carabinieri di Olgiate Comasco, si conoscevano da anni ed erano in rapporti di amicizia. L’indagato nelle prossime ore dovrebbe essere sentito dagli inquirenti.

Mauro Peverelli

Nella foto:
Il punto di Binago dove è avvenuta la caduta poi costata la vita al 48enne elettricista di Solbiate (foto Mv)
7 marzo 2013

Info Autore

Redazione

Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Archivio
novembre: 2018
L M M G V S D
« Ott    
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
2627282930  
Numeri utili
NUMERO UNICO DI EMERGENZA
numero 112 lampeggianti
farmacia Farmacie di turno farmacia

ospedale   Ospedali   ospedale

trasporti   Trasporti   trasporti
Colophon

Editoriale S.r.l. (in liquidaz.)
Via Sant’Abbondio 4 – 22100 Como
Tel: 031.33.77.88
Fax: 031.33.77.823
Info:redazione@corrierecomo.it

Corriere di Como
Registrazione Tribunale di Como n. 26/97
ROC 5370

Direttore responsabile: Mario Rapisarda

Font Resize
Contrasto