Schianto fra due treni a Inverigo: a gennaio davanti al giudice

incidente ferroviario a Carimate sulla linea Milano Asso

È stata fissata la data dell’udienza preliminare per l’incidente ferroviario avvenuto a Inverigo la sera del 28 marzo 2019. La Procura di Como, a firma del pubblico ministero Massimo Astori che in questi mesi ha seguito le indagini, aveva chiesto nelle scorse settimane il rinvio a giudizio per i tre uomini finiti con l’essere iscritti sul registro degli indagati. Il giudice chiamato a decidere sulle richieste delle parti sarà Carlo Cecchetti.
I fatti risalgono, come detto, a un anno e mezzo fa. Nei pressi della stazione di Inverigo, in uscita dalla banchina sulla tratta che da Milano conduce ad Asso, due convogli di Trenord si scontrarono.
L’impatto, per fortuna, avvenne a bassa velocità fra un treno che era appena ripartito dalla stazione e un altro che sopraggiungeva nella direzione opposta. Furono sedici i passeggeri che rimasero contusi nell’incidente ferroviario, nessuno in modo grave. Nei guai per quell’incidente sono finiti il capotreno (27 anni), il macchinista del convoglio in uscita dalla stazione di Inverigo (42 anni) e un allievo macchinista di 26 anni.
Sono tutti accusati in concorso di disastro ferroviario colposo.
Secondo quanto viene contestato dal pubblico ministero Massimo Astori, gli indagati avrebbero ignorato il semaforo rosso che impediva l’uscita dalla stazione del treno, agendo invece come se nulla impedisse la ripresa della marcia del convoglio carico di pendolari di rientro a casa dopo la giornata lavorativa.
I tre iscritti sul registro degli indagati devono rispondere anche dell’accusa di lesioni nei confronti di due passeggeri che rimasero contusi alle braccia e alle gambe.
L’impatto tra i due treni era stato frontale, nel punto in cui i binari – lasciata la stazione di Inverigo – da due diventano uno solo. Coinvolti erano stati un convoglio partito da Milano Cadorna e diretto ad Asso e uno che viaggiava in direzione opposta. Notevole era stata la mobilitazione di mezzi e uomini dei soccorsi. Ora, dopo mesi di inchiesta e ricostruzione, finalmente la palla passerà nelle mani di un giudice, che valuterà le eventuali responsabilità.

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