Schianto in moto in Napoleona: condannato l’automobilista

alt L’incidente mortale nel febbraio del 2012: la vittima era una guardia penitenziaria del Bassone che, libera dal servizio, era uscita per fare benzina
Otto mesi di pena con il rito Abbreviato per un 67enne di Rebbio. Patente sospesa per sei mesi

Era andato a fare benzina alla moto, una Honda, in un pomeriggio in cui era libero dal servizio.
Ma la vita di Giovanni Usai, 47 anni, sposato e padre di una ragazza 17enne, agente in forza alla polizia penitenziaria del carcere del Bassone di Albate, finì nel modo più drammatico, contro un palo dell’Enel posto accanto alla corsia esterna di via Napoleona, che dal centro città conduce a Camerlata. Un incidente che scosse un tranquillo sabato pomeriggio (era il 25 febbraio del 2012) nel

pieno di una delle vie più trafficate di accesso al centro. Per quel tremendo schianto, ieri mattina un uomo di 67 anni residente nella periferia di Como, a Rebbio, è stato condannato a otto mesi dopo la scelta del rito Abbreviato e lo sconto di un terzo della pena.
La decisione è stata presa dal giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Como, Nicoletta Cremona.
Secondo la tesi sostenuta dall’accusa (il fascicolo era del pubblico ministero Massimo Astori), l’uomo, che era al volante di un’auto Suzuki che procedeva nello stesso senso di marcia del motociclista, ovvero in salita e in uscita dalla città, cambiò corsia spostandosi dal centro della strada verso la parte più esterna della Napoleona. Il tutto senza avvedersi che alle sue spalle stava sopraggiungendo la moto con in sella l’agente della penitenziaria.
Nello schianto ad avere la peggio fu il centauro che cadde sull’asfalto e finì con l’impattare violentemente contro un palo dell’Enel posto accanto alla corsia sul marciapiede, per poi finire la carambola dieci metri più avanti. Un urto devastante, che causò lesioni che nemmeno il disperato intervento del 118, scattato pochi secondi dopo l’incidente, riuscì a curare.
Usai morì mezz’ora dopo l’arrivo al pronto soccorso senza aver mai ripreso conoscenza.
La vicenda, come detto, ieri mattina è approdata in un’aula di Tribunale dove l’imputato ha rimediato 8 mesi di condanna con lo sconto di un terzo della pena successivo alla scelta del rito abbreviato.
In più gli è stata anche sospesa la patente per un periodo di sei mesi.
Di fronte al giudice si sono costituite parte civile – assistite dall’avvocato Livia Zanetti – la moglie e la figlia dello sfortunato agente della penitenziaria del Bassone. A loro, è stata riconosciuta una provvisionale da 100mila euro a testa, in attesa delle future e definitive definizioni del risarcimento danni in sede civile.

Mauro Peverelli

Nella foto:
La moto della vittima subito dopo il devastante impatto lungo la Napoleona

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.