Schianto mortale ad Anzano: patteggia. La vittima aveva 26 anni ed era in moto

Incidente tra Anzano e Alzate

Cinque mesi e 10 giorni di pena. È il patteggiamento che è stato ratificato ieri mattina, di fronte al giudice dell’udienza preliminare di Como Maria Luisa Lo Gatto, con riferimento a un incidente stradale mortale avvenuto ad Anzano del Parco il 29 aprile del 2019.
A perdere la vita, lungo la strada provinciale 342, proveniente da Anzano del Parco e in direzione di Como, fu Simone Bertelè, giovane di 26 anni nato a Cantù ma residente a Como. Il ragazzo era in sella a una Kawasaki R6N, una moto di grossa cilindrata, che si scontrò frontalmente con una Renault Twingo che procedeva in senso opposto.
Le indagini, condotte dal pm Massimo Astori, hanno però permesso di appurare come la Twingo fosse impossibilitata ad evitare l’impatto. Discorso diverso per una delle auto che procedevano nello stesso senso di marcia di Bertelè, una Peugeot 308 condotta da un 50enne di Merone, che allargò la traiettoria di guida per evitare l’impatto con un mezzo che precedeva e che stava svoltando a destra. La moto, che proveniva anch’essa nello stesso senso di marcia e che «aveva iniziato la manovra di sorpasso», tentò di evitare l’impatto con l’auto che lo precedeva allargando a sua volta la traiettoria e frenando.
L’impatto con lo specchietto anteriore sinistro dell’auto faceva perdere il controllo della moto e causava la rovinosa caduta, finita contro l’auto che sopraggiungeva.
L’incidente avvenne alle 18.45. Al momento dell’impatto le condizioni del motociclista apparvero subito gravissime. Il 26enne fu rianimato e trasportato in una corsa disperata verso l’ospedale di Cantù dove però i medici furono costretti a constatare il decesso.
L’accaduto fu segnalato al pubblico ministero di turno in Procura, il dottor Massimo Astori, che avviò le indagini con una ricostruzione affidata ai carabinieri della compagnia di Cantù. E ieri, di fronte al giudice dell’udienza preliminare, l’uomo che era al volante della Peugeot ha patteggiato la pena (sospesa) a 5 mesi e 10 giorni, con sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente per un anno.
I genitori del ragazzo – nelle settimane successive – avevano avviato una raccolta fondi per acquistare defibrillatori donati ai rifugi sulle montagne lariane. Un modo per ricordare Simone e il suo grande amore per la montagna.

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