Schianto mortale al rally, disposta l’autopsia

Robin Munz, a sinistra, e Stefano Campana, a destra Robin Munz, a sinistra, e Stefano Campana, a destra

Il magistrato titolare dell’inchiesta, Antonio Nalesso, ha affidato oggi l’incarico per l’autopsia sui corpi di Stefano Campana, 38 anni, e Robin Munz, 21 anni pilota e navigatore morti ieri in un tragico incidente a Carlazzo, nel corso della gara Barelli Ronde.
L’auto dell’equipaggio svizzero, una Renault Clio, ha sbattuto durante la quarta prova speciale in un tratto veloce della strada che collega Cusino a San Bartolomeo Val Cavargna. L’auto ha sbandato, impattando violentemente contro la roccia e il guard rail, e poi ha preso fuoco.
Il medico incaricato dovrà innanzitutto cercare di stabilire se a uccidere i due rallisti sia stato l’impatto oppure l’incendio. Se fosse stato l’incidente, l’indagine si chiuderebbe probabilmente senza ulteriori accertamenti. Se pilota e copilota, intrappolati in macchina privi di sensi, fossero stati uccisi dal fumo e dalle fiamme, scatterebbe invece una perizia dettagliata sulla vettura e sui sistemi antincendio.
Dalle testimonianze dei primi soccorritori, pare che Campana e Munz fossero entrambi privi di sensi: non avrebbero quindi avuto la possibilità di attivare l’estintore interno della vettura. Le portiere erano bloccate a causa dell’impatto.
L’autopsia servirà a far luce sul tragico incidente e sulle cause della morte dei due rallisti svizzeri.

Tratto da Espansione TV

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