Luca Schiera: emozionante sfida sul Cerro Torre

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Alpinismo – Dopo aver scalato Torre Egger e Uli Biaho, c’è una nuova sfida all’orizzonte per il 22enne di Anzano del Parco

Caccia alla terza impresa nel giro di un anno. Dopo aver aperto una nuova via sulla Torre Egger in Patagonia e aver scalato l’Uli Biaho in Pakistan, Luca Schiera non si ferma e punta al tris.
Il giovane alpinista di Anzano del Parco, in forza ai Ragni di Lecco, all’inizio del prossimo anno partirà per il Sud America. Nel mirino una montagna mitica per gli scalatori e per il sodalizio della città manzoniana: il Cerro Torre. Non un caso, perché il tentativo sarà fatto a 40 anni di distanza

dalla prima scalata ufficiale.
La vetta del Cerro Torre è stata storicamente teatro di polemiche. Nel 1959, la spedizione con l’austriaco Toni Egger e l’italiano Cesare Maestri si attribuì la prima scalata. Ma Maestri, dopo la discesa, fu ritrovato in stato confusionale e disse che era arrivato sulla vetta con Egger. Quest’ultimo era però caduto, perdendo la vita, con la macchina fotografica e quindi con quelle che dovevano essere le prove per testimoniare l’arrivo in cima.
Le polemiche sono andate avanti per anni, con Maestri che ha continuato ad affermare che il Cerro Torre era stato scalato e i colleghi che lo smentivano, mentre si susseguivano i tentativi per raggiungere la cima. Ufficialmente i primi a riuscirci sono stati proprio i Ragni di Lecco con Pino Negri, Mario Conti, Casimiro Ferrari e Daniele Chiappa. Era il 13 gennaio del 1974.
Per celebrare questo anniversario, dunque Luca Schiera l’11 gennaio del 2014 partirà per la Patagonia, per scalare la montagna tra Argentina e Cile. Al suo fianco lo svizzero Silvan Schüpbach e, soprattutto, Matteo Della Bordella, il varesino 30enne con cui Schiera ha finora compiuto le sue più grandi imprese della carriera di scalatore.
Infatti, lo scorso 3 marzo, per la prima volta in assoluto, Schiera e Della Bordella sono arrivati sulla vetta della Torre Egger in Patagonia (Argentina) salendo dal lato Ovest. Nessuno ci era riuscito in precedenza e, anzi, non erano mancate tragedie.
«L’Egger, come tutti i rilievi della Patagonia, non è una montagna alta, visto che è poco meno di 3.000 metri – spiegò all’epoca il presidente dei Ragni, Fabio Palma – Ma presenta difficoltà tecniche, logistiche e molti pericoli. Soprattutto lungo la parete Ovest, che infatti non era mai stata “espugnata”: è considerata la più ostica di tutta la Patagonia».
Poi, in estate, è arrivata la scalata della cima dell’Uli Biaho in Pakistan (6.109 metri, una delle più impegnative del Paese asiatico). «Sull’Uli Biaho – ha spiegato ancora il numero uno dei Ragni – erano già state aperte altre vie, ma loro hanno scelto di salire alla vetta aprendone una nuova, proprio come avevano fatto in Patagonia».
Una doppia scalata fantastica, che rimarrà negli annali della storia dell’alpinismo. Ma ora è già tempo di pensare al prossimo obiettivo, il Cerro Torre appunto. «Il biglietto di andata è datato 11 gennaio – spiega Luca Schiera – quello di ritorno a metà marzo, anche se la data potrà cambiare». Ciò significa che, se ci fosse un’oppurtunità per salire anche qualche giorno dopo, i due Ragni non se la lasceranno sfuggire. Del resto è proprio quello che è successo per la Torre Egger un anno fa, quando le condizioni per salire ci furono in ritardo rispetto alle previsioni e il ritorno in Italia fu posticipato.
Siccome Della Bordella e Schiera – tra l’altro neolaureato in Tecniche ortopediche – sono due che non amano la banalità, anche sul Cerro Torre, già di per sé difficile, proveranno a scalare su una via decisamente complicata, ovvero quella seguita da Maestri ed Egger. Su quella parete, in passato, ci sono stati nuovi tentativi, mai andati a buon fine. Sei i due lombardi ce la faranno, sarà un exploit destinato a entrare nella storia delle scalate.
«Partiremo dalla parete Est – spiega il giovane comasco – poi, dopo il passaggio dal Colle della Conquista, proveremo l’assalto alla vetta sulla parete Nord». E, come detto, l’impresa sarà tutt’altro che semplice: «Effettivamente molto dipenderà dal tempo e dal vento – aggiunge Schiera – e poi non abbiamo molte immagini del percorso che ci attende. Un tracciato che è difficile studiare e che alla fine conosceremo direttamente sul posto».
«Le cime della Patagonia sono le più difficili del mondo: mentre ormai anche sull’Everest salgono i turisti, posso garantire che in Sud America questo non succederà mai – dice ancora Fabio Palma, presidente dei Ragni di Lecco – Quella che tenteranno i nostri ragazzi sarà davvero una grande impresa».
Da sottolineare che, in gennaio, assieme a Della Bordella, Schüpbach e Schiera partirà un altro comasco, Matteo Bernasconi, che però salirà su un’altra montagna, sempre in Patagonia, ma per ora non ha rivelato il suo obiettivo.

Massimo Moscardi

Nella foto:
Sopra, un soddisfatto Luca Schiera sulla cima della Torre Egger, in Patagonia. A destra il prossimo obiettivo dell’alpinista di Anzano, il Cerro Torre

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