Schignano: folklore sempre vivo

Manifestazioni Si lavora a una fondazione che tuteli e valorizzi l’antico Carnevale della località lariana
Torna come da consuetudine il tradizionale Carnevale di Schignano, uno dei più belli e più antichi d’Italia, che risale al XVII secolo.
Un evento che, con il passare degli anni, coinvolge sempre un numero crescente di persone, con le sue esilaranti maschere dei “bèi” e dei “brüt”, che si fronteggeranno nuovamente oggi, sabato, e martedì 16. Multicolori, sfarzosi, curati nei dettagli sono i belli; inquietanti, originali, imprevedibili, dotati degli oggetti più strani, invece, i brutti.

Gli uni si danno importanza, ostentando il loro status, e camminano assumendo cadenze ritmiche sulle note festose suonate dai musicanti; gli altri si pongono ai margini del corteo, lo chiudono o si mescolano tra la gente, piombando improvvisamente a terra come fossero ubriachi, trascinano pelli di coniglio o di pecora con le quali lucidano le scarpe alle ragazze, litigano con la valigia (quella che rappresenta l’emigrante del secolo scorso) e portano sulle spalle una gerla, da cui fuoriescono oggetti disgustosi, come ossi e corna di animali, pitali e scarpe spaiate.
Il tutto all’insegna dell’allegria e della spensieratezza, anche se dietro questi momenti di baldoria si cela quella che era la drammatica vita dei vecchi abitanti del paese, costretti, per vivere, alla miseria e all’emigrazione. Il 30 novembre, con l’avvento della brutta stagione e la sospensione dell’attività edilizia ed estrattiva, le maestranze tornavano a casa e le famiglie si ricomponevano. Ma iniziavano per tutto il periodo di permanenza a casa dei mariti le rimostranze delle consorti, trascurate durante la lontananza degli sposi e anche dopo il loro rientro, visto che gli uomini, spesso, si ritrovavano all’osteria a far baldoria, incuranti degli sfoghi delle mogli.
La donna, che minacciava di andarsene una volta per tutte, rivive nel personaggio della “ciocia”, la serva del “mascarùn”, il bello per eccellenza, da lui tenuta al guinzaglio per tutta la durata del corteo carnevalesco. Conserva le sue sembianze di casalinga, coperta di cenci e di fuliggine, è la sola a poter parlare ed esternare i propri sentimenti, con le classiche frasi dialettali «è cattivo, è vestito come un bello, ma è brutto», ma è sempre interpretata secondo le rigorose tradizioni storiche da un uomo. Insomma una lagna d’altri tempi, che rivive secondo le antiche abitudini, che rendono Schignano un paese unico in tutto l’arco alpino.
il sodalizio
Per far sì che un patrimonio culturale di tale portata non vada a perdersi nel corso degli anni, a Schignano sta nascendo l’idea di una fondazione, che si occupi della tutela e della valorizzazione del Carnevale durante tutto il corso dell’anno e non solo nel periodo delle sfilate.
«È tutto ancora in fase embrionale – spiega Stefania Pedrazzani, portavoce della costituenda fondazione, che avrà il nome di “Maschera”, acronimo di “Mascherai Artisti Schignanesi Estimatori Ricercatori Associati” – ma l’idea di fondare un gruppo per tenere vivo il folklore al di fuori delle sfilate è sentita». Un primo incontro, al quale hanno partecipato con entusiasmo gli abitanti del paese intelvese, c’è già stato. Le idee sono molteplici. Si parla, ad esempio, come sottolinea sempre la Pedrazzani, schignanese doc, «di costituire un archivio fotografico, di rivalutare arti e mestieri della zona, chiamando a raduno, ad esempio, alcune sarte che si occupino dei costumi. Per realizzarli come la tradizione impone, occorre, infatti, saper scegliere le stoffe, decorare il cappello o cucire la pancia».
Un obiettivo importante, dunque, quello prefissato che, come tiene a rimarcare la ricercatrice intelvese, «sarà realizzato nella piena collaborazione con enti e istituzioni, senza entrare in contrasto con chi già adesso si prodiga per la buona riuscita del Carnevale».
L’appuntamento
E per non perdere le sfilate di quest’anno l’appuntamento è oggi tra le 13.30 e le 14 in piazza San Giovanni, da dove il corteo partirà, accompagnato dalle note della “fughéta”, la banda del paese, aperto dai belli seguiti dalla “sigurtà”, la sicurezza, un curioso personaggio responsabile del buon andamento della mascherata.
Il rientro in piazza San Giovanni è previsto per le 16 oggi e per le 17 martedì, quando verrà predisposto tutto per il rogo di mezzanotte del “Carlisèp”, il fantoccio simbolo del Carnevale e della sua fine.

Cristina Fontana

Nella foto:
Un momento delle precedenti edizioni della kermesse che va in scena oggi e martedì prossimo

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