Sci nautico velocità, una vittoria nella leggenda. Gregorio e Cassa, 25 anni fa la doppietta iridata

Podio Viersel 1995

Una estate drammatica, quella del 1995 con la scomparsa in circostanze tragiche, nel giro di poche settimane, di due campioni dello sport come Pierantonio “Toto” Caimi e il ciclista Fabio Casartelli, entrambi durante una gara delle rispettive specialità.
Ma 25 anni fa arrivò anche uno dei successi storicamente più significativi per il Lario, ai Mondiali di sci nautico disputati in Belgio, chiusi con una doppietta comasca: oro per Stefano Gregorio, argento per Carlo Cassa. Una disciplina che in Italia ora è estinta, che nessuno più pratica, ma che, fino a quando è stato in auge, ha avuto una serie di atleti di casa nostra come protagonisti a livello internazionale.
Era proprio il 20 agosto del 1995: a Viersel la squadra azzurra ottenne un risultato memorabile; in precedenza, in questa disciplina, erano arrivati solo argenti iridati, con Carlo Cassa nel 1993 e Alberto Todeschini nel 1983.
Una vittoria di grande significato per Gregorio e Cassa, al di là del puro significato agonistico, e che si ricollega a quanto detto inizialmente. Un mese prima, infatti, sulle acque di Colico, sempre in una gara di velocità aveva perso la vita l’altro atleta lariano Toto Caimi, loro compagno della Nazionale. E in Belgio i due comaschi erano partiti proprio per onorare la memoria di quello che prima di tutto era stato un loro grande amico.
Nella gara iridata, che comprendeva quattro prove, il compito di Stefano e Carlo – entrambi classe 1966 – non fu facile visto che la giuria – narrano le cronache d’epoca – fece scelte che penalizzarono gli italiani, che comunque alla fine riuscirono ad avere la meglio a fronte di una concorrenza molto accredita.
L’oro Stefano Gregorio era stato supportato da Germano Furlan (pilota del suo motoscafo) e Luca Di Lelio (osservatore). Carlo Cassa da Felix Van Cauwenbergen (alla guida) e Jan Devos.
A 25 anni di distanza l’iridato Gregorio ricorda ben volentieri quei giorni. «C’era la voglia di onorare nel migliore dei modi la memoria di Caimi – dice – Eravamo giovani e quello era davvero uno sport rischioso: oggi non scenderei in acqua a rifarlo neanche se mi coprissero d’oro. Ma all’epoca, una volta che ti mettevi il casco e gli sci non pensavi a quello che ti poteva accadere».
«Fu un successo favorito dalla rottura dello scafo dell’inglese Darren Kirkland nell’ultima prova – aggiunge il campione del mondo 1995 – Episodio che mi favorì e che mi consegnò il pass per la vittoria finale. Per fortuna…».
A fare il tifo per Gregorio i suoi compaesani di Lezzeno. «Erano arrivati in Belgio con due pullmini – spiega – Hanno passato le ferie là, per fare il tifo per me. E ancora oggi mi vengono i brividi quando penso al nostro rientro sul lago: tutto il paese era in piazza a festeggiarci».
E dopo 25 anni cosa rimane? «Oltre alla soddisfazione per l’oro – conclude Stefano Gregorio – il fatto di avere ancora tanti amici e appassionati di tutto il mondo che ricordano quei giorni e ne parlano come se tutto fosse successo da poche ore. E quando è possibile ci si ritrova sempre volentieri. È rimasto un legame unico: gli australiani, ad esempio, mi chiamano “legend”, “leggenda”. cosa che, non lo nego, mi emoziona sempre»,

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