Scibelli e Comune di fronte. L’ex capo di gabinetto “lampo” chiede oltre 400mila euro, Palazzo Cernezzi contrario

© A. Nassa | Il nuovo capo di gabinetto Filippo Scibelli

Il giudice del lavoro di Como, Barbara Cao, con una sentenza dello scorso mese di ottobre che aveva decretato «l’illegittimità del recesso dal rapporto di lavoro esercitato dal Comune il 26 febbraio 2018», aveva aperto le porte alle richieste economiche della parte vincitrice. Ieri, in Tribunale, di fronte allo stesso giudice, si è tenuta la prima udienza che porterà ad una eventuale quantificazione degli emolumenti contrattuali che avrebbero dovuto essere corrisposti. Stiamo parlando ovviamente della nota vicenda del licenziamento di Filippo Scibelli, ex colonnello dei carabinieri che, all’inizio del 2018, nel giro di due settimane, era stato prima assunto come capo di gabinetto di Palazzo Cernezzi e poi allontanato per presunti motivi di incompatibilità.
Decisione che, come detto, il giudice aveva decretato essere «illegittima». Ieri le parti si sono trovate nuovamente di fronte. E, come sempre in questa vicenda, le posizioni si sono rivelate quanto mai lontane. L’avvocato Elisabetta Di Matteo, che assiste Scibelli, ha chiesto al Comune oltre 400mila euro come emolumenti che avrebbero dovuto essere corrisposti. I legali di Palazzo Cernezzi hanno risposto “picche”, ovvero che nessuna indennità è dovuta visto che Scibelli avrebbe comunque lavorato nei mesi successivi all’accaduto.
L’importo eventuale sarà dunque definito dal giudice in una successiva udienza che si terrà nei prossimi mesi. Per il momento le parti si ritroveranno in tribunale ad aprile, quando si entrerà nel merito con la discussione. La decisione giungerà in seguito.
Il braccio di ferro tra Scibelli e Comune era giunto nel palazzo di giustizia di Como dopo che la conciliazione – auspicata dal giudice del lavoro – non aveva sortito effetto.
Il Comune propose per “chiudere” la vicenda una cifra lorda più bassa del netto che era stato fissato dal giudice (40mila euro lordi contro 50mila netti). Accordo che dunque non era stato raggiunto.

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