Cronaca

Scienziati per passione: riprese a 32 mila metri

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La scatola con le registrazioni di due telecamere è stata recuperata sul Po a 170 chilometri di distanza
L’esperienza di due lariani che hanno lanciato una sonda dalla Colma di Sormano

Non bisogna essere per forza scienziati per condurre un esperimento e ottenere il successo sperato. Spedire una navicella stratosferica – non è una esagerazione, è il senso letterale del termine – a 32mila metri di quota, farne riprendere (grazie a due videocamere, di cui una ad alta definizione) l’ascesa, e riportarla a terra indenne è un’impresa che parte dalla curiosità, cresce nello studio e si confronta con la prassi sperimentale.
Se tutto questo riesce, non serve certo un camice

bianco o una laurea alla parete per definirsi scienziati. Tutto questo è successo ieri mattina poco dopo le nove a opera di due giovani impiegati lariani: Fabio Prete, 33 anni, e Salvatore Vasta, 29.
Ricercatori per passione, appunto, hanno lanciato la loro sonda, primi in questa parte d’Italia, dalla Colma di Sormano, quindi l’hanno recuperata a 170 chilometri di distanza appesa a un albero vicino alla riva del Po. Un mese di lavoro e 200 euro di investimento per costruire la sonda munita di pallone gonfiato a elio, rilevatore Gps, microcamere, sensori di temperatura, umidità e pressione atmosferica. Obiettivo 30mila metri, quota raggiunta 32mila e anche se a quell’altezza le lenti della camera hanno patito le condizioni climatiche, l’esperimento è stato un successo.
«Avevamo visto un esperimento del genere fatto in America e volevamo riprodurlo – ha poi detto Prete, a missione compiuta – Abbiamo iniziato per gioco, poi la cosa ci ha appassionato e abbiamo provato. All’interno della sonda abbiamo così posizionato un Gps per localizzare la scatola una volta caduta, un ricevitore di dati raccolti nel volo e due videocamere, una puntata all’orizzonte ad alta definizione per riprendere la curvatura terrestre, l’altra puntata verso il basso».
Le immagini hanno anche registrato i suoni e il silenzio a 32 mila metri di quota, oltre allo scoppio del pallone e alla caduta a terra della scatola. Tutto, insomma, è andato come dovuto e le immagini sono state trasmesse ieri sera dai telegiornale di Etv.

D.Cant.

Nella foto:
La sonda vola verso il cielo della Colma di Sormano per toccare quota 32 mila metri
13 Novembre 2013

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Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


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