Sciopero della fame per far mangiare i figli alla mensa

Il caso – La protesta di un genitore
Sciopero della fame contro la linea dura del Comune sulle mense scolastiche. Ieri mattina, il papà di due degli oltre 500 bambini che rischiano di non poter mangiare a scuola perché le famiglie sono morose, ha inscenato una manifestazione di protesta in piazza Mazzini, davanti all’abitazione del sindaco Stefano Bruni.
«Ho quattro figli, due dei quali in età scolare – dice Egidio Sangiorgio – Gestivo il Bar Battello ma da quando c’è il cantiere delle paratie non ho più un lavoro

. In effetti abbiamo accumulato un debito elevato, oltre 1.500 euro. Non è giusto però che a pagare siano i bambini».
Sangiorgio ha chiesto un incontro con i dirigenti del servizio di refezione scolastica e già nella giornata di ieri ha potuto parlare con i responsabili. «Ho proposto al Comune di saldare i debiti arretrati in piccole rate mensili – dice – Ora sembra che la mia proposta sarà accettata. L’importante è che permettano a mio figlio di mangiare a scuola, la linea dura sulle mense è una sorta di ricatto alle famiglie e non è accettabile». Secondo gli ultimi dati, pubblicati ieri sul Corriere di Como, sono 368 le famiglie morose, per un totale di 550 bambini che potrebbero essere esclusi dai servizi di refezione se i genitori non salderanno i propri debiti.
E sul tema è intervenuta ieri anche Roberta Marzorati, consigliere comunale della lista civica Per Como, la quale ha rilanciato la proposta di «rivalutare gli scaglioni dei redditi, come si fa per gli asili nido, in modo che anche per altri redditi bassi possano esserci agevolazioni. Fino a 10mila euro ci sono 3 scaglioni – dice il consigliere – ma si potrebbe pensare di introdurli anche per redditi fino a 15mila o 20mila, con cifre inferiori da corrispondere».

Anna Campaniello

Nella foto:
La singolare forma di protesta di Egidio Sangiorgio ieri mattina nel centro di Como (foto Fkd)

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