Sciopero e incidenti, traffico di Como nel caos

Traffico a Como

Il venerdì nero del traffico. La paura delle soppressioni dei treni per lo sciopero che ha coinvolto anche Trenord e la fine degli stop alle auto più inquinanti dopo l’emergenza smog hanno riversato volumi di traffico straordinari anche sulle strade lariane. Asse tra Camerlata, Grandate e Montano Lucino paralizzato nelle ore di punta.
Complice anche un piccolo incidente senza feriti sulla statale dei Giovi, nei pressi dell’Iper, ieri sera c’è chi è rimasto in coda un’ora per percorrere i pochi chilometri che separano Fino Mornasco e Como.
E sul fronte dello smog, ecco che le polveri sottili, appena cadute le misure antinquinamento, sono tornate a salire.
I rilevatori di viale Cattaneo, a Como, hanno misurato giovedì 56 microgrammi al metro cubo di Pm10: sei oltre la soglia d’allarme. Dati, come detto, diffusi ieri, primo giorno senza le misure antinquinamento di primo livello introdotte martedì scorso (blocco delle auto euro 4 diesel e dei camion euro 3 diesel, più alcune limitazioni su stufe e riscaldamenti) a Como e Cantù. Anche a Cantù le polveri sono tornate sopra la soglia dei 50 microgrammi. L’emergenza settimana scorsa, venerdì e sabato, con le polveri oltre i 100 microgrammi. Domenica un primo abbassamento, e lunedì il rientro sotto il limite. Ma poiché le polveri per quattro giorni avevano superato la soglia, le amministrazioni di Como e Cantù – come da disposizioni regionali – avevano introdotto i limiti di primo livello. Martedì e mercoledì il Pm10 è rimasto stabile al di sotto dei 50 microgrammi ma ieri, come anticipato, è tornato al di sopra della soglia di guardia. Cosa accade? Nulla, per ora. Ma se i valori resteranno al di sopra dei 50 microgrammi per quattro giorni, il Comune dovrà reintrodurre le misure di primo livello.
Tornando all’argomento trasporti, ieri il consigliere regionale del Pd, Luca Gaffuri in un comunicato ha toccato il tema della linea Milano-Como-Chiasso, dopo il passaggio in Commissione con l’assessore regionale Alessandro Sorte. «Sul fronte di sicurezza e ritardi – spiega Gaffuri – l’assessore ha riportato dati per nulla rassicuranti, confermando che gli indicatori di puntualità della linea sono sotto il requisito minimo richiesto dalla Regione. Sembra più un bollettino di guerra». Gaffuri ha anche segnalato il peggioramento di del servizio ferroviario sulla Como-Molteno-Lecco.

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