Sciopero nella sanità privata, sindacati pronti a proseguire la lotta

protesta dei sindacati davanti alla sede di Confindustria Como per protestare contro il mancato rinnovo del contratto della sanità privata

Non si ferma la protesta dei lavoratori della Sanità Privata per la mancata sottoscrizione del testo definitivo del contratto nazionale di lavoro da parte di Aris e Aiop dopo la sottoscrizione della preintesa dello scorso 10 giugno. Dopo tre anni di estenuanti trattative e ben 14 anni di assenza di rinnovo contrattuale. Oggi, nell’ambito dello sciopero nazionale di tutti i lavoratori
del comparto, si sono svolti presidi in tutta Italia. A Como le delegazioni di Cgil, Cisl e Uil si sono ritrovate davanti alla sede di Confindustria. “Nonostante oggi a Como sia una giornata particolare, vista la tragedia dell’omicidio di don Roberto che, ieri, ha colpito duramente la
nostra città – affermano Alessandra Ghirotti, Nunzio Praticò e Vincenzo Falanga, rispettivsmrnte segretari generali di FP CGIL Como, CISL FP dei Laghi e UIL FPL del Lario – un gruppo di lavoratori della sanità privata si è riunito in presidio davanti a Unindustria Como, perché riteniamo sia importante, pur adottando toni più morigerati, proseguire sulla nostra linea di protesta per la difesa dei diritti di una categoria che non vede un rinnovo del proprio contratto da 14 anni”. “Per ora, dalle notizie che ci giungono, nelle strutture più importanti c’è stata una buona partecipazione allo sciopero, tanto che è stata necessaria la chiusura di interi reparti per mancanza di personale” continuano Ghirotti, Praticò e Falanga. “Il presidio non è stato organizzato in grande per lo spazio esiguo e per il rispetto delle normative di sicurezza, ma è stata nostra premura raccogliere tutte le istanze dei lavoratori, soprattutto di coloro che, durante l’emergenza, hanno pagato un alto tributo in termini di salute e, come nel caso dell’infermiere del Valduce, anche con la vita. Se i datori di lavoro non torneranno ai termini indicati nella pre-intesa, noi proseguiremo ed alzeremo il tiro sulla protesta perché sono stati lesi dignità e diritti fondamentali dei lavoratori. Lavoratori che al pari dei colleghi della sanità pubblica, si sono distinti per il loro operato durante la pandemia”. “Se Aris e Aiop non cambieranno idea, non esiteremo a chiedere al Governo di ridurre le prestazioni sanitarie in convenzione alle strutture private, in favore di un maggiore investimento nella sanità pubblica, magari proprio sfruttando i fondi elargiti con il Mes”, concludono i sindacati comaschi.

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