Sciortino e le regine divise dalla storia

Maria Antonietta d'Asburgo

Un libro illuminante e coinvolgente, che i liceali (ma anche i loro genitori) non dovrebbero farsi sfuggire e che si vorrebbe tradotto sul grande schermo. Racconta intrecciando storia e fantasia un momento cruciale per la nascita dell’Europa moderna.
“Regine” del milanese Paolo Sciortino, edito da Piemme, è dedicato a due arciduchesse, figlie dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria, Carolina e Maria Antonietta. Due destini, due mondi: a Versailles è diretta Maria Antonietta, sposa del delfino di Francia. Sarà ghigliottinata. Carolina, invece, è destinata a Napoli, alla corte dei Borbone, e dopo la rivoluzione giacobina farà volare a sua volta molte teste.
Due regine sorelle che segnarono i destini d’Europa, come detto protagoniste e vittime al tempo stesso di un mondo in tumultuoso cambiamento. Carolina, la studiosa, la statista, convinta che il ruolo di regnante sia un servizio della collettività, un privilegio da pagare con la fatica. Una figura dinamica, lungimirante grazie ai suoi vasti interessi culturali nella temperie illuminista, che Sciortino racconta anche nel privato, tra amori saffici e i tradimenti del rozzo sposo Ferdinando. La tragica morte di Maria Antonietta, però, cambierà ogni cosa e farà crollare anche il mondo di Carolina.
Il libro sarà presentato domani alle 17.30 a Palazzo del Borgo in via Borgovico 121 a Como. Ingresso libero.

«Ho studiato a lungo il romanzo storico focalizzato sul XVIII secolo – dice Sciortino – è un periodo che mi attira molto. Il libro è la combinazione di suggestioni storiche, artistiche e letterarie. Ho cercato di ricostruire fedelmente il mondo in cui si mossero le due regine, i loro amori e i loro interessi, le dinamiche relazionali che le hanno viste al centro della scena. La loro storia è proprio il fondamento della modernità: da un lato la rivoluzione francese, dall’altro il dispotismo illuminato con l’esperienza a tratti rivoluzionaria del Regno di Napoli che fu un autentico faro e permise all’Italia di compiere un significativo progresso culturale».
Mai prima si era tentato un romanzo su Antonietta e Carolina. «Sì, io sono il primo. C’è stato un film sulla vicenda napoletana, Ferdinando e Carolina di Lina Wermuller di vent’anni fa, ma di poco successo. Il libro l’ho scritto abbastanza in fretta, in cinque mesi, ma il lavoro preparatorio è stato molto più lungo» dice Sciortino. «Antonietta non era un’affamatrice del popolo come vuole la leggenda, era una donna sensibile e in definitiva anche coraggiosa, la sorella fu certo più autorevole e determinata, la più vicina delle due alla madre Maria Teresa» prosegue l’autore che nella sua prosa elegante ma perfettamente comprensibile anche da parte di un pubblico di non specialisti racconta un grande affresco dell’Europa tra fine Settecento e inizio Ottocento. «I miei modelli? I romanzi di Jean Noel Schifano e di Marguerite Yourcenar. Il primo in particolare è stato esemplare, nel riprodurre il massimo della precisione e del rigore filologico della espressione saggistica in una narrazione leggera e godibile anche se preziosa».
Sempre domenica a Palazzo del Borgo si terrà un happening artistico dalle 15.30, che prevede anche una mostra dell’artista comasca Anne Delaby (di cui Sciortino ha curato la recente personale Il viaggio dell’eroe allo spazio Azimut di Milano). In scena una quindicina di opere recenti.

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