Scompare da Basilea, ritrovato a Como. Storia a lieto fine per un 15enne autistico

Intervento delle volanti della polizia di stato

Era scomparso da una comunità per minori di Basilea, nella Svizzera tedesca. L’hanno ritrovato mentre vagava in stato confusionale, dicendo di essere stato aggredito, lungo la fascia di confine con l’Italia. Disavventura a lieto fine, a cavallo tra giovedì e venerdì, per un ragazzo autistico di 15 anni. Il giovane, dopo essere stato soccorso, curato all’ospedale e tenuto una notte in questura assieme agli uomini delle volanti, che l’hanno accolto e accudito in attesa di essere riconsegnato alle autorità elvetiche, ieri mattina poco prima di mezzogiorno ha potuto far rientro in Svizzera per tornare, con l’aiuto della Cantonale, nel luogo da cui si era allontanato. Difficile capire come possa aver raggiunto il confine con l’Italia, da una struttura in cui si trovava e che dista dalla nostra provincia tra le tre e le quattro ore di macchina. Città, Basilea, al Nord della Confederazione e a un passo sia dalla Francia sia dalla Germania.

Il ragazzino, in stato confusionale, è stato intercettato lungo la nostra fascia di confine, in territorio italiano, da una pattuglia della guardia di finanza, quando erano le 20 di giovedì sera. Il giovane, di madrelingua tedesca ma in grado di pronunciare anche qualche parola in Italiano, lamentava dei dolori non meglio precisati, a suo dire frutto di una aggressione subita.
Per questo motivo, con una ambulanza del 118, è stato accompagnato e curato dall’ospedale Sant’Anna di San Fermo che l’ha poi dimesso in serata.

Il 15enne è stato preso in carico dagli agenti delle volanti della polizia di stato che hanno lavorato su due fronti: da una parte, per cercare di risalire alla sua identità e provenienza, dall’altra per fargli compagnia e evitargli ulteriori stress e spaventi, dopo che in ospedale aveva iniziato a dare segni di comprensibile agitazione. Un lavoro che – anche grazie al cellulare del giovane, che era scarico ma che è stato ricaricato permettendo di recuperare indicazioni preziose sulla sua provenienza – ha consentito di dare un nome e un cognome al 15enne.

Fondamentale anche l’intervento del Ccpd, il Centro di cooperazione di polizia e dogana con sede a Chiasso, che grazie alla fotocopia di un documento di identità che era stata ritrovata, ha collegato il nome del giovane alla denuncia di scomparsa che era stata fatta dalla struttura di Basilea in cui il ragazzo risiedeva. Scomparsa che risaliva alla giornata di mercoledì, quindi 24 ore prima il ritrovamento. Un giorno intero a vagare per la Svizzera, raggiungendo il confine con l’Italia, dove è poi stato intercettato e curato. Gli agenti delle volanti, che hanno trascorso con il 15enne la notte, rifocillandolo e (soprattutto) tranquillizzandolo, ieri poco prima di mezzogiorno hanno poi potuto riconsegnare il minorenne alla polizia cantonale, cui è stato affidato per riaccompagnarlo a Basilea.

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