Scompare tra le onde mentre pesca: tragedia in Altolago

L’uomo indossava il salvagente, ma era a un metro di profondità: particolare che fa pensare a un decesso per ipotermia. Le ricerche affidate a vigili del fuoco e carabinieri
La vittima è un 59enne di Como. La barca ribaltata era a Gera Lario, il corpo ritrovato a Dongo
La sua passione era la pesca. Così, domenica mattina, come molte altre volte in vita sua, aveva preso l’auto per dirigersi a Gera Lario e salire a bordo della sua Canadian d’alluminio, natante di circa quattro metri, per godersi la giornata di pesca. Ore di svago sulle acque del lago, che gli sono però costate la vita. Si è conclusa nel dramma, ieri sera, la vita di un 59enne elettricista di Como, Paolo Bassanini, ricercato dai vigili del fuoco e dai carabinieri di Gravedona fin dalla mezzanotte
di domenica.
A dare l’allarme era stata la famiglia che, non vedendo tornare il proprio caro, aveva chiamato i militari dell’Arma avvisandoli dell’accaduto.
Sono così scattate le ricerche proseguite fino a ieri sera quando, all’altezza di Dongo, un gruppo di pescatori e i carabinieri hanno ritrovato il corpo senza vita dell’uomo. Il 59enne era a circa un metro di profondità, con ancora addosso il salvagente che aveva infilato nel tentativo disperato di salvarsi dalle onde del Lario e dal gelo delle sue acque. Sembra infatti probabile, (in attesa dell’autopsia che verrà effettuata nelle prossime ore), che la causa del decesso possa nascondersi nell’ipotermia successiva alla caduta in acqua avvenuta mentre pescava: la barca, infatti, è stata rinvenuta regolarmente ancorata (ma ribaltata) nel tratto compreso tra Gera Lario e Colico.
Il 59enne, domenica mattina, era partito da casa per recarsi a Gera Lario per pescare, cosa che spesso amava fare. Una giornata particolare, però, sul Lario, con un forte vento che si è alzato all’improvviso e, raccontano gli abitanti del posto, «onde come se ne vedono solo al mare». Fatto sta che l’uomo non è più tornato a riva. Così, allertate dalla famiglia, sono scattate le ricerche che ieri mattina hanno ottenuto il primo risultato, ovvero il ritrovamento della barca della vittima, una Canadian d’alluminio tipica barca da pesca.
Il natante era rovesciato e, soprattutto, senza nessuno a bordo. Le ricerche sono così state estese a tutta l’ampia zona dell’Altolago, nella speranza di ritrovare il 59enne ancora in vita.
E quando ormai i lavori, almeno per lunedì, stavano per essere sospesi, l’ultimo tentativo dei carabinieri di Gravedona e di un gruppo di volenterosi pescatori ha portato a ritrovare la vittima a Dongo, a un metro di profondità e con ancora il salvagente addosso. Particolare quest’ultimo – come detto – che fa pensare ad un decesso avvenuto non per annegamento bensì per ipotermia, in seguito alla lunga permanenza nelle acque gelide del Lario. Il magistrato di turno in procura a Como, Giuseppe Rose, attende l’autopsia prima di concedere il nulla osta per i funerali.

Mauro Peverelli

Nella foto:
I sommozzatori dei vigili del fuoco impegnati nelle ricerche in mezzo al lago. La vittima è un comasco di 59 anni

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