Scomparso nel 2009, caso riaperto dopo 6 anni: si indaga per omicidio

La Questura di Como

questura di como, viale innocenzo, polizia di statoDi Salvatore Deiana, che oggi avrebbe 45 anni, non si hanno più notizie dal pomeriggio dell’8 marzo 2009. Uscito di casa a Villa Guardia per andare al bar a bere un caffè, consuma effettivamente la bevanda poi scompare nel nulla senza lasciare indizi sulla sua meta.
La Procura di Como, all’epoca, aveva aperto un fascicolo sulla vicenda, poi finito nel nulla e archiviato. Un caso trasmesso anche da “Chi l’ha visto?” ma senza indizi utili per il suo ritrovamento. Anche perché, oggi lo possiamo ipotizzare, di indizi era forse impossibile trovarne. La notizia clamorosa delle ultime ore è infatti che su quella sparizione sarebbe stato di recente aperto un nuovo fascicolo con una ipotesi pesante: quella di omicidio volontario. Un cold case alla comasca, insomma, che si troverebbe ora nelle mani della squadra mobile della polizia di Stato e in quelle del pubblico ministero Massimo Astori. Non c’è molta voglia di parlare della vicenda tra gli inquirenti, anche perché sul caso e mantenuto il massimo riserbo. Ma la strada intrapresa dal pm e dalla mobile, sarebbe tanto clamorosa quanto basata su solide fondamenta. Deiana sarebbe stato ucciso quella stessa sera, tra l’8 e il 9 marzo del 2009, e il suo corpo seppellito sotto terra da qualche parte della provincia, pare nella Bassa Comasca. Le ricerche sarebbero già in corso. A questa inattesa svolta si sarebbe giunti indagando su altre vicende collegate alla criminalità organizzata nell’Olgiatese e, appunto, nella Bassa Comasca. Il delitto sarebbe maturato proprio in questo ambito fatto di frizioni e di regolamenti di conti. La sera dell’8 marzo del 2009, insomma, Deiana sarebbe caduto in un tranello, in una imboscata, finendo ucciso nel pieno della notte e poi immediatamente seppellito sempre in quelle ore. Il suo corpo, dunque, si troverebbe sotto terra da quasi sei anni, in un’area ancora non ben identificata della Bassa Comasca. Un altro elemento sarebbe già nelle mani degli investigatori: la vittima sarebbe stata uccisa all’interno di un esercizio pubblico, non è dato sapere se un bar, un ristorante o quant’altro.
Un delitto andato in scena non con il locale ancora aperto, ma probabilmente o sul retro oppure in piena notte, ad attività chiusa. Insomma, come detto sarebbero già molti gli elementi al vaglio sufficienti a riaprire il caso che in precedenza era stato archiviato.
E l’ipotesi di reato sarebbe un omicidio volontario su cui iniziano già ad allungarsi ombre inquietanti. Anche perché tre anni dopo la scomparsa di Salvatore Deiana, anche il fratello Antonio svanì nel nulla allo stesso modo. I fatti sono collegati? Non è possibile dirlo, ma il fascicolo di cui abbiamo parlato riguarderebbe solo la morte di Salvatore.
Mauro Peverelli

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