SCONFIGGERLA NON SARÀ FACILE

I mille volti della criminalità
Due anni fa, l’8 agosto 2008, a Bulgorello, l’omicidio di Franco Mancuso, freddato da un killer professionista all’esterno di un bar. Un delitto tuttora irrisolto.
Pochi mesi fa, il 27 aprile, un commando di due sicari tenta di uccidere un imbianchino di 41 anni a colpi di calibro 9. Un agguato da film, all’ingresso sulla rampa di una superstrada, a Merone.
In mezzo a questi due episodi, molti altri segnali: colpi di pistola contro negozi e bar, sequestri di immobili, l’arresto di un imprenditore accusato di essere affiliato a una famiglia di ‘ndrangheta. E, ancora, gli appelli del questore e del prefetto alla vigilanza contro le infiltrazioni della criminalità nell’economia legale e, pochi giorni fa, la costituzione di un pool antimafia al comando provinciale dei carabinieri voluta dal colonnello Luciano Guglielmi. Da ultimo, il fermo a Lugano di un boss pentito gelese, Roberto Di Giacomo, il quale dovendo scontare 16 anni per traffico di droga si era nascosto con la famiglia sulle rive del Ceresio e da lì rientrava in Italia abbastanza di frequente.
Vecchi e nuovi segnali. Ieri mattina la guardia di finanza ha illustrato alla stampa gli esiti di un’attività d’indagine legata all’applicazione della Legge Rognoni-La Torre. Un controllo incrociato ha portato alla luce poco meno di 4 milioni di euro “sospetti” e determinare il sequestro di immobili del valore di circa un milione. Si è pure scoperto che in provincia di Como risiedono ben 79 persone condannate in via definitiva per reati di associazione mafiosa. Un numero inatteso.
Che le mafie fossero ormai insediate nel nostro territorio non è una novità. Che il livello della sfida portata dalle mafie sia ormai oltre il livello di guardia, forse non è chiaro a tutti. Eppure, i giornali denunciano da mesi questa situazione. E sui documenti ufficiali le informazioni sono numerose e tutte concordanti.
L’ultima relazione al Parlamento della Direzione investigativa antimafia è una corona di spine. Mafia, camorra e ‘ndrangheta si sono insediate in modo strutturato in Lombardia. Ma oltre alle cosche del Sud crescono, anche dalle nostre parti, le infiltrazioni criminali straniere. Nel Canturino sono stati scoperti laboratori clandestini in cui lavoravano decine di cinesi senza permessi di soggiorno. Veri e propri “fantasmi”, la vita dei quali è nelle mani dei clan orientali. La mafia c’è, parla molte lingue e ha mille volti. Sconfiggerla non sarà facile.

DARIO CAMPIONE

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