Sconto benzina, adesso è guerra di comunicati

Pompa benzina

Lo sconto benzina accende la polemica tra Lega e Partito Democratico. Un vero e proprio scontro verbale, al termine del quale il risultato è sempre lo stesso: i comaschi pagheranno la benzina più degli altri cittadini lombardi. Il via alla “guerra” di comunicati è stato dato ieri dal sottosegretario alla presidenza della Regione, Fabrizio Turba, che commentando le proteste del Pd lariano sul taglio deciso da Palazzo Lombardia non ha certo utilizzato il fioretto.
«I rappresentanti del Pd, Angelo Orsenigo e Federico Broggi, non capisco se ci fanno o ci sono. Come sanno benissimo, lo sconto benzina viene applicato in base a un accordo bilaterale tra Regione e Svizzera che prevede tutta una seria di regole».
Abbassare il prezzo, sostiene Turba, «non è una decisione politica» quanto piuttosto tecnica. «Ricordo agli esponenti del Pd, i quali mentono sapendo di mentire, che la carta sconto deve sempre essere uguale alla differenza della media dei costi tra il prezzo del carburante in Svizzera e in Lombardia; di conseguenza lo sconto si abbassa nel momento in cui la disparità tra i prezzi diminuisce».
La replica del consigliere regionale e del segretario provinciale del Pd, ovviamente, non si è fatta attendere troppo.
«Turba lancia accuse a chi ha messo semplicemente in luce come la Regione abbia ridotto uno sconto importante per tanti comaschi e, da burocrate, si nasconde dietro alla legge regionale che ne ha generato il taglio drastico – hanno ribattuto Orsenigo e Broggi in un nuovo comunicato stampa – Per una forma strana di amnesia selettiva, però, dimentica di dire che a Como la benzina ha prezzi più elevati che in altre province limitrofe. Proprio in questo contesto lo sconto carburante è una vera risorsa. Se Turba tiene davvero ad aiutare i propri concittadini allora faccia qualcosa».
E così, mentre Turba chiede ai due esponenti del Pd di «convincere il governo a diminuire le tante, troppe tasse ancora presenti», Orsenigo e Broggi rinfacciano a «Salvini, capo di Turba, le chiacchiere e le promesse elettorali sull’eliminazione delle accise sulla benzina». La guerra continua.

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1 Commento

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    Sergio , 7 Luglio 2020 @ 13:19

    La liberalizzazione del prezzo della benzina ha portato più danni che benefici. I carburanti essendo prioritari nell’economia del Paese dovrebbero essere di competenza dello Stato, importazione, distribuzione e costi. A Como la “speculazione” sul costo dei carburanti mi pare la norma. Si è lottato tanto per avere, per i residenti, uno sconto che consentisse di fare benzina in Italia invece che il perenne pendolarismo del “pieno in Svizzera” assai conveniente. Purtroppo nel tempo i nostri gestori territoriali hanno via via aumentato il costo della Benzina vanificando così lo scontro introdotto dalla Regione e in questi anni nessuno ha preso provvedimenti per questo meglio tornare ad un prezzo Statale imposto per tutto il territorio Italiano.

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