Scopelliti presenta i “suoi” 54 candidati. Due le liste di appoggio, tanti i giovani

Due liste civiche a sostegno della candidatura di Francesco Scopelliti alla poltrona di sindaco.
Un piccolo esercito formato da 54 persone – 27 elementi in “Como Futura” e altrettanti in “Giovane Como” – dove «i giovani sono una trentina. Forze nuove e fresche per rilanciare e svecchiare la politica e occuparsi, da una nuova prospettiva, dei problemi più urgenti. A partire dalla situazione di disagio vissuta sempre più spesso da molti degli anziani della nostra città. Se dovessi diventare primo cittadino tre dei futuri assessori avranno un’età compresa tra i 25 e i 35 anni», ha detto il candidato, che ieri mattina ha presentato la squadra nel quartier generale di via Milano. «Siamo partiti in leggero ritardo rispetto ai nostri contendenti ma stiamo recuperando. Abbiamo un programma solido, non composto da centinaia di pagine illeggibili e redatto, in molti casi, dalle segreterie di partito, ma una sorta di vademecum con evidenziati i problemi più importanti da affrontare», ha aggiunto Francesco Scopelliti, che ha anche annunciato di avere inviato di recente una lettera al prefetto di Como Bruno Corda.

«Ho richiesto per tutti i “miei” uomini il controllo antimafia per avere la massima trasparenza. Si tratta di un atto che considero sempre doveroso e soprattutto in momenti come questi, in cui si vota per rinnovare l’amministrazione». In sala gran parte dei candidati. Tanti i temi affrontati da Scopelliti, a partire da alcuni dei cavalli di battaglia che l’ex assessore dell’era Bruni ha portato avanti in passato. «Sicurezza innanzitutto. Dal centro alle periferie. Un tema che la giunta uscente ha trascurato e che invece rappresenta una priorità». Fondamentale inoltre concentrarsi sempre di più sul turismo e sulla cultura. «Inutile perdere tempo sulla grande mostra che si farà solo se possibile in base alle risorse a disposizione. Meglio creare un calendario ricco di appuntamenti con un evento di spicco ogni due mesi. Valorizzare inoltre il potenziale della biblioteca cittadina, oggi sempre più spesso utilizzata anche da disperati come rifugio, e creare nelle sedi delle ex circoscrizioni delle piccole biblioteche di quartiere», ha spiegato il candidato, che ha poi parlato di mobilità (con l’idea di chiudere via Milano bassa), sport e giovani.

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