Scoppia la gomma e causa incidente mortale: proprietario condannato

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Otto mesi per un 74enne di Eupilio

La pubblica accusa aveva invocato l’aggravante del dolo eventuale, chiedendo la trasmissione degli atti alla Procura di Lecco per riformulare il capo di imputazione in un ben più grave omicidio volontario.
Reato da portare poi di fronte alla Corte d’Assise di Como. In via subordinata, il pm aveva invocato una pena di 7 anni. Una richiesta pesante per un 74enne di Eupilio, proprietario di un autocarro per il trasporto di cavalli a cui esplose una gomma mentre percorreva la superstrada in

direzione di Lecco.
Incidente che avvenne nel territorio del Comune di Molteno il 4 aprile 2006 e che, in seguito alla sbandata del furgone, portò alla morte di una giovane motociclista investita dal mezzo pesante ormai fuori controllo. La ragazza, Martina Dottori di Bosisio Parini (28 anni), era in sella alla Yamaha condotta da un ragazzo all’epoca di 27 anni residente a Galbiate (anche quest’ultimo ferito in modo serio con una prognosi di sei mesi in seguito a fratture multiple agli arti inferiori). La moto fu travolta dall’autocarro e non ci fu modo di evitare l’impatto. Le indagini della Procura arrivarono alla conclusione che tutto era stato causato, come detto, dallo scoppio di uno pneumatico (l’anteriore sinistro) che non era in «stato di efficienza» ed era del tutto «inidoneo» in quanto «risalente al 1999, rigenerato e da neve nonché difforme agli altri pneumatici». Insomma, secondo l’accusa, il proprietario del mezzo – ovvero l’uomo di Eupilio – montando quella gomma aveva accettato il rischio che potesse avvenire qualcosa di grave come purtroppo accadde.
Da qui, come detto, prima la richiesta al tribunale di restituire gli atti alla Procura di Lecco per riformulare il capo di imputazione in omicidio volontario, poi, in via subordinata, la richiesta di 7 anni di pena.
Ieri è infine giunta la sentenza della travagliata vicenda, e il giudice della città manzoniana ha invece ritenuto sì l’imputato colpevole ma di omicidio colposo, condannandolo a 8 mesi con la sospensione della pena.
Una decisione che non ha comunque soddisfatto l’avvocato della difesa, il legale Stefano Pelizzari, che non ha voluto commentare e che potrebbe rivolgersi ai giudici dell’Appello di Milano una volta lette le motivazioni della sentenza pronunciata ieri mattina.
Nella vicenda era finito sul registro degli indagati anche chi materialmente guidava l’autocarro adibito al trasporto cavalli, ovvero un 36enne di Erba che aveva però già definito in precedenza la propria posizione patteggiando la pena senza arrivare al pubblico dibattimento. Per la Procura guidava sopra i limiti di velocità consentiti e senza tenere la destra della carreggiata.

Mauro Peverelli

Nella foto:
L’incidente era stato causato dallo scoppio di uno pneumatico di un furgone adibito al trasporto cavalli

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