Scoppio alla Ecosfera, si indaga per lesioni colpose. Migliorano i feriti

La Procura di Como ha aperto un’inchiesta, al momento contro ignoti, sull’esplosione avvenuta, nel primo pomeriggio di mercoledì, in un serbatoio delle Ecosfera di Bulgarograsso, azienda specializzata nello smaltimento di rifiuti speciali. Dopo lo scoppio, si è sviluppato un incendio e dalla ditta di via Ferloni si sono alzate lingue di fuoco e una colonna di fumo nero, visibili a grande distanza.
L’ipotesi di reato su cui lavorano gli inquirenti è quella di lesioni colpose. Nell’incidente, avvenuto poco prima delle 14, sono rimasti feriti dieci dipendenti – in gran parte già dimessi dagli ospedali in cui erano stati ricoverati – che hanno riportato ustioni e traumi e hanno respirato gas tossici. Tecnici e periti dovranno ora accertare la causa dello scoppio, avvenuto durante una lavorazione in corso in una cisterna piena di solventi.
I vigili del fuoco hanno consegnato una prima relazione al magistrato titolare dell’inchiesta, Giuseppe Rose, che mercoledì ha effettuato un lungo sopralluogo all’interno della ditta Ecosfera e ha incontrato i responsabili dei pompieri e delle forze dell’ordine intervenuti – assieme ad ambulanze ed elicottero del 118 – per spegnere il rogo, soccorrere i feriti e mettere in sicurezza l’area dell’azienda di Bulgarograsso che, come detto, è specializzata nel trattamento dei solventi e di altri rifiuti speciali.
L’esplosione, alla quale è seguito l’incendio, si sarebbe verificata durante un’attività di distillazione dei solventi che gli operai effettuano abitualmente. Si tratta ora di capire che cosa abbia innescato la deflagrazione che ha distrutto il serbatoio, scagliandone i pezzi nel vicino campo di golf di Monticello.
Spetterà agli inquirenti fare luce sulle cause e accertare eventuali responsabilità. Al momento non risultano indagati.
Nell’esplosione sono rimasti feriti, ustionati o intossicati dieci dipendenti dell’azienda di via Ferloni. Nessuno è in pericolo di vita e migliorano anche le condizioni degli operai che hanno riportato le ustioni più serie. Il ferito più grave resta il 47enne trasportato mercoledì in elicottero al Niguarda di Milano, che ha riportato ustioni di secondo grado profondo al volto e agli arti inferiori. L’uomo non è più in prognosi riservata e dall’ospedale fanno sapere che il quadro clinico è rassicurante. Resta sotto osservazione, all’ospedale Sant’Anna, anche il 42enne di Rovellasca che ha riportato ustioni di terzo grado a mani e dita. Gli altri otto operai – ricoverati al Sant’Anna e negli ospedali di Lecco e Legnano – sono stati invece dimessi oggi.
L’Ats Insubria conferma intanto che, «al momento, le rilevazioni effettuate dai tecnici di Arpa, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, non hanno evidenziato rischi per la salute dei cittadini». La stessa Ats precisa poi che «prosegue l’attività di monitoraggio della situazione», aggiungendo che saranno fornite adeguate informazioni «nel caso si rendano disponibili nuovi e ulteriori dati relativi alla salute dei cittadini».

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